Fiabe e coraggio. Silvana Oliva: "La malattia non ci fermerà"

Ha perso la vista a 28 anni durante la gravidanza. Oggi scrive e tiene corsi di autonomia e mobilità.

Silvana Oliva: "La malattia non ci fermerà"
Silvana Oliva: "La malattia non ci fermerà"

Monza, 28 dicembre 2023 – Una vita tra leggere e scrivere, nonostante la perdita della vista. Racconta la sua storia con disincantato coraggio Silvana Oliva, presidente dell’unione italiana ciechi (Uici) Monza e Brianza. Ha perso la vista a 28 anni, durante la seconda gravidanza, che ha attivato una malattia genetica latente.

"Sono cresciuta attraverso i libri – racconta –. A casa le risorse erano limitate, perciò non potevo acquistare tutti quelli che volevo, quindi saccheggiavo le librerie dei vicini di casa. Leggere e scrivere racconti e fiabe è parte di me. Perciò non ho consentito alla malattia di fermarmi e ho messo in campo tutte le strategie per superare il mio limite. Ho imparato a leggere il Braille e a usare la tastiera Braille". Il buio è passato da nemico a compagno di viaggio. E così Silvana ha portato nell’associazione l’esperienza che aveva maturato. Insegna a usare il VoiceOver, un’utility integrata per la lettura dello schermo che descrive ad alta voce ciò che appare sul pc, leggendo il testo presente nei documenti e nelle finestre; ha attivato un corso di autonomia e mobilità, promuove corsi di musicoterapia e laboratori di espressività con il musicista Lorenzo Pierobon e tutto ciò che serve per la riqualificazione dell’esistenza.

"Le persone – racconta Silvana Oliva – approdano in sezione con una zavorra di paure e di problemi. Il nostro direttivo le accoglie e le aiuta a riacquistare parte dell’autonomia". La scrittura non l’ha mai abbandonata. Ha la casa piena di fogli, di bozze, ha completato una dozzina di favole e per preservarne i diritti le ha pubblicate in un libro. Quattro di queste sono diventate oggetto di spettacoli teatrali, della durata di 50 minuti. “Il mare in ribellione“ immagina la reazione del mare all’inquinamento, mentre “Io credo nelle favole“ tocca il tema della separazione e della ribellione dei figli. Ne “Lo spirito del Natale“ si parla dell’accettazione della cecità e degli ostacoli che la vita ci pone, tematica valida per chiunque, come il recupero dell’autostima. “Lignum“ parla invece dei doni che la vita offre.

Arte e creatività sono i migliori alleati. "Un semplice bastone ti può cambiare la vita. Non ho più la vista, ma ricordo quello che ho visto e ho la mente ricca di immagini, quasi un terzo occhio". Silvana Oliva ha fatto anche la formatrice per riabilitazione neurolinguistica e tenuto corsi di bigiotteria per non vendenti che stupivano tutti: "Possibile che un non vedente possa fare questo?". A tutti coloro che approdano all’associazione con il loro carico di sconfitta Silvana e il suo gruppo dicono: "Non siate disperati, da noi c’è la possibilità di tornare a una vita attiva". C.B.