Desio, l’ex ufficio dove fu assassinato Paolo Vivacqua diventerà presidio della polizia locale

Il Comune acquisisce l’immobile, prove di rinascita nel popoloso e complicato quartiere del rione San Giorgio

L’ufficio in via Bramante da Urbino in cui nel 2011 venne ucciso Paolo Vivacqua

L’ufficio in via Bramante da Urbino in cui nel 2011 venne ucciso Paolo Vivacqua

Desio (Monza Brianza) – È ufficialmente un bene del patrimonio comunale l’ex ufficio dove fu assassinato, nel novembre del 2011, Paolo Vivacqua, il rottamaio che aveva fatto fortuna, a Desio, legandosi alla criminalità organizzata.

Il consiglio comunale ha approvato l’acquisizione del locale che si trova in via Bramante da Urbino, nel cuore del popoloso quartiere di San Giorgio. Un passaggio importante per l’Amministrazione che intende riqualificare il negozio, trasformandolo in un nuovo presidio fisso della polizia locale. Un distaccamento che potrebbe essere utile come punto di riferimento per il popoloso e complicato quartiere, soprattutto per le centinaia di famiglie che vivono nei vicini palazzoni di piazza Giotto. Una zona spesso caratterizzata da problematiche di integrazione, scarico indiscriminato di rifiuti, ma anche spaccio e delinquenza nei pressi dell’ex Centro Stile, abbandonato a se stesso da parecchi anni.

Una soluzione - quella del distaccamento dei vigili - che però non convince l’opposizione di centrosinistra, che aveva proposto altre idee: "Di fronte a chi pensa che militarizzare i territori sia la soluzione, noi invece pensiamo che sia meglio lavorare a monte – spiega la consigliera Jenny Arienti –, partendo dalla prevenzione". "Siamo contenti che il Comune ottenga una presenza fissa lì – aggiunge il collega Pd Achille Taccagni –, ma probabilmente lo spazio di polizia in quel posto non serve o meglio sarebbe meglio inserire altri servizi, sociali e di mediazione. Secondo noi sarebbe più opportuno ed efficace un luogo per accelerare l’integrazione e l’accesso ai servizi. La polizia locale, tra l’altro, a un certo punto stacca e a quel punto il controllo è finito e non stai gettando le basi per un miglioramento, reale, in futuro".

Ma l’Amministrazione è decisa ad andare avanti per la sua strada: "Adesso valuteremo bene come sviluppare il progetto – conferma il vicesindaco Andrea Villa – che prevederà un presidio per la sicurezza e magari anche uno spazio associazioni". Il primo passo ufficiale con il via libera in consiglio comunale è stato fatto, nei prossimi mesi si svilupperà tutto il resto del progetto, per arrivare alle rinascita dello spazio. Di recente, il Comune, al contrario, ha deciso di non acquisire altri tre beni confiscati alle mafie, potenzialmente disponibili, ma ritenuti non interessanti per il momento: si tratta di un appartamento in via Dei Cacciatori, un edificio annesso a un capannone industriale in via Don Sturzo e un terreno agricolo in via Calvino, di oltre 1.600 metri quadrati.