BEATRICE RASPA
Cronaca

Dalla lite al colpo di pistola Ferisce il fratello, arrestato

Brescia, le tensioni proseguivano da tempo. Tra le cause anche un’eredità

Dalla lite al colpo di pistola  Ferisce il fratello, arrestato

Dalla lite al colpo di pistola Ferisce il fratello, arrestato

di Beatrice Raspa

Le tensioni, dicono i vicini, erano di vecchia data, continue e risapute. Ruggini risalenti tra due fratelli coetanei che ieri sono esplose in un’aggressione a colpi di pistola, ed è un miracolo non ci sia scappato il morto. Il bilancio dell’ennesima lite tra parenti serpenti è di un ferito grave - Francesco Pesce, 68 anni, in prognosi riservata all’ospedale Civile di Brescia - e di un arrestato per tentato omicidio aggravato, appunto il fratello Giovanni, un anno di più. La violenza è esplosa nel cortile di una cascina tra i campi nella prima periferia est di Brescia, in via San Benedetto 8, nella frazione di Buffalora. Il cortile dell’azienda agricola di Giovanni, che sorge a ridosso delle abitazioni della famiglia Pesce, cinque fratelli, una sorella, tutti vicini di casa fatta eccezione per l’ultima, che vive altrove, a pochi chilometri. Erano da poco passate le 15 quando uno dei parenti, sentiti gli spari e le urla, si è accorto del dramma in corso e ha chiamato il 112.

Quando sono arrivati i carabinieri e le ambulanze, Francesco era a terra, con il petto trafitto da un proiettile. I sanitari lo hanno soccorso e condotto in codice rosso in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. Le sue condizioni sono critiche ma dovrebbe farcela, anche se è presto per sbilanciarsi. A sparare, appunto, sarebbe stato Giovanni con una pistola regolarmente detenuta. L’estremo gesto al culmine di una lite con quel fratello con cui era in perenne conflitto. Un conflitto che, stando a chi conosce i Pesce, affondava le radici in questioni caratteriali, ma pareva letteralmente divampato per l’eredità contesa lasciata da una vecchia zia privilegiando il più anziano. Lo scorso inverno dopo un accordo legale tra i due la tensione sembrava essersi stemperata ma i rapporti sono proseguiti sul binario del cattivo vicinato, tra dispetti e scaramucce ripetute per questioni banali, come un posteggio che ostruisce un passaggio o, per esempio, del materiale accumulato laddove non avrebbe dovuto essere. Ieri non è chiaro quale stata la miccia della violenza, che avrebbe spinto Giovanni ad armarsi e a premere il grilletto quattro o cinque volte. I carabinieri della compagnia e del reparto provinciale di Brescia con il pm Francesco Carlo Milanesi in queste ore stanno ricostruendo gli antefatti e riavvolgendo il nastro. Quel che è certo pero’ è che uno dei colpi ha centrato lo sterno di Francesco, e lo ha fatto stramazzare. E che suo fratello, a cui sono stati tolti la pistola e alcuni fucili, è in carcere.