Monza, 17 aprile 2018 - Ci sono due carabinieri  Monza sospesi dal servizio per un anno e che si devono difendere da un’accusa pesantissima e infamante. Aver malmenato un uomo, un tunisino, che stavano arrestando.

Una storia delicata, molto delicata, e sulla quale ci sono ancora molti punti da chiarire quiella trapelata in queste ore. Tutto risalirebbe allo scorso mese di dicembre. Siamo poco prima di Natale e nell’abituale e a tratti durissimo servizio sulle strade del territorio una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile viene inviata sul luogo di una rapina-aggressione. C’è una donna che è stata appena aggredita da un nordafricano, che le ha strappato la borsetta facendola finire a terra. I carabinieri riescono a bloccare il malvivente, che però reagisce con violenza. Ne nasce una colluttazione, ma alla fine il nordafricano viene ammanettato e portato in caserma. E, successivamente, in carcere. Deve però essere successo qualcosa di poco chiaro. Il tunisino in carcere arriva ferito. Quanto? Non lo sappiamo.

L’episodio viene però segnalato all’autorità giudiziaria. Il caso arriva in Procura. Che analizzando il caso ravvisa gli elementi per procedere nei confronti dei due militari autori dell’arresto. Per cosa? Anche qui non è chiaro. Forse i due carabinieri vengono indagati per lesioni e quindi verosimilmente le ferite riportate dal tunisino sono state considerate sufficientemente serie, più di quelle giustificabili nel caso di un arresto particolarmente difficile arrivato al seguito di una colluttazione. Potrebbero subentrare anche altri elementi: forse un’accusa per abuso di ufficio, legata a quanto scritto nella relazione di servizio a proposito dell’episodio dai due militari. La decisione del magistrato, in attesa dell’esito del procedimento penale nei confronti dei due militari, è comunque particolarmente pesante: interdizione dai pubblici uffici per un anno. L’Arma dei carabinieri naturalmente a questo punto non può far altro che sospendere i due militari. E così risulterebbe infatti dalla fine dello scorso mese di febbraio. Quantomeno sino a quando non sarà stata fatta luce sulla vicenda in un’aula di Tribunale.