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2 mag 2022

Aicurzio, tutto il paese in silenzio per l’addio a Fabiola

Chiesa gremita per il funerale della donna uccisa dal figlio senza perché. Proclamato il lutto cittadino: per un’ora e mezza saracinesche abbassate

barbara calderola
Cronaca
pintus Aicurzio funerale Fabiola Colnaghi
Il funerale di Fabiola Colnaghi

Aicurzio (Monza Brianza), 3maggio 2022 - "Fabiola sei qui con noi". Ieri il piccolo comune di Aicurzio si è fermato per l’ultimo saluto alla mamma uccisa a calci e pugni dal figlio il 21 aprile senza perché. Davide Garzia, reo confesso, è in cella a Monza. Non ha visto con i propri occhi l’abbraccio corale per la madre strappata a tutti in modo così crudele.

Nella piccola chiesa parrocchiale di Sant’Andrea piena fino all’orlo non c’è posto per la violenza, ma solo per la "misericordia e la preghiera", ha detto dal pulpito il parroco don Stefano Strada. Nessun riferimento alla furia assassina che ha preso il sopravvento nella casa dei via Della Vittoria per futili motivi, nell’appartamento dove i due abitavano con il compagno della donna. "Mi trascurava", ha detto il ragazzo agli inquirenti. "Ogni giudizio sarebbe fuori luogo – ha sottolineato il sacerdote durante l’omelia – al silenzio dobbiamo aggiungere il calore della comunità che non deve sentirsi solo in momenti come questo, ma anche dopo".

Un invito "all’ascolto, alla condivisione contro l’indifferenza" nelle parole di don Stefano che pochi giorni dopo l’omicidio ha parlato del bisogno di dialogo in famiglia. Nessun riferimento al caso, "ma un’esortazione necessaria in una società che fa sempre più fatica a condividere anche fra le pareti domestiche e che si scopre sempre più fragile".

"Fabiola – racconta chi la conosceva – si era sempre data da fare per i suoi ragazzi". Davide ha due fratelli più grandi. Sul più piccolo erano concentrate tutte le sue preoccupazioni, dopo il diploma e un anno di università aveva lasciato gli studi e si era chiuso in casa. Scelte coincise con lo scoppio della crisi sanitaria, ma anche in linea con un carattere schivo. Poi, dieci giorni fa ha sferrato un pugno in faccia alla madre, lei ha sbattuto violentemente contro un armadio e lui ha continuato a coprirla di colpi. Fino a infierire sul cadavere. Ma di tutto questo orrore ieri nessuno ha fatto menzione. Al cimitero, lo straziante addio del convivente e della sorella.

Il sindaco Matteo Baraggia ha proclamato il lutto cittadino e tutte le saracinesche erano abbassate, per un’ora e mezza il piccolo borgo è stato immerso in un silenzio irreale.

 

 

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