La prima sfilata a Villa Torrigiani
La prima sfilata a Villa Torrigiani

FIRENZE C’era una volta la prima sfilata e oggi, in un momento storico in cui la sfilata fisica è quasi un sogno, è bello riavvolgere il nastro e capire come è cominciata la favola. Una data certa c’è: il 12 febbraio del 1951. Quella giornata memorabile  la racconta "emozionato, col cuore che batteva in gola" Giovanni Battista Giorgini in un ricordo del 70esimo anniversario della prima sfilata di moda italiana organizzata da Giorgini nella sala da ballo della sua casa fiorentina, Villa Torrigiani.

Nel video in bianco e nero trasmesso in streaming Giorgini racconta come arrivò a organizzare quella giornata che gli valse poi il titolo di "padre del made in Italy". "Mi occorse - racconta - quasi tutto un anno, durante il quale feci frequenti visite a Milano, Roma e nelle varie città d’Italia per trovare delle giovani case di moda che volevano seguirmi in questa iniziativa. Finalmente riuscii a metterne insieme 10, ciascuna doveva farmi 18 modelli, volevo mostrarli all’inizio del 1951 e speravo di riuscire a convincere i compratori delle case americane che io rappresentavo, a venire a Firenze dopo Parigi.

PARIGI ARRIVA A FIRENZE

Vennero qui, in casa mia l’indomani mattina, e proprio in questa stanza (la sala da ballo, ndr) feci questa prima sfilata. Naturalmente io ero in un angolo della sala col cuore che mi batteva in gola, con questi compratori esperti di moda. Venivano da Parigi avevano visto tutte le collezioni». Come è noto il risultato cambiò le sorti della moda italiana. "Terminata la sfilata mi avvicinai a questo gruppo di compratori per avere una loro reazione: entusiasti - conclude Giorgini -. Questi compratori americani tornarono in America con un tale entusiasmo che quando feci la seconda sfilata vennero giù dall’America in 300, fui costretto a chiedere l’uso della Sala Bianca di Palazzo Pitti per contenere tutta questa folla".

Sempre Giorgini fu il promotore del Centro di Firenze per la Moda Italiana, organizzazione cui fa capo Pitti Uomo, oggi presieduta da Antonella Mansi: «Dobbiamo imparare la lezione di ottimismo, dinamismo e perseveranza». «Credo che ricordare questo evento in questi tempi così difficili sia una opportunità, è un simbolo di rinascita» aggiunge Luigi Salvadori, presidente Fondazione Cr Firenze, tra gli altri partecipanti insieme a Mario Boselli, presidente onorario della Camera della moda italiana.