L’ex premier Paolo Gentiloni, 64 anni, e il sindaco Giuseppe Sala, 61
L’ex premier Paolo Gentiloni, 64 anni, e il sindaco Giuseppe Sala, 61

Milano, 17 luglio 2019 - «Io candidato premier? Per due anni non se ne parla. Poi potrà essere tutto. Sono tante le formule su cui si può dare un contributo. Io ho deciso da un certo momento in poi che la mia vita sarebbe stata dedicata alla politica. Mi impegnerò. Sulle formule vedremo». Il sindaco Giuseppe Sala, intervistato da «In Onda» su La7 ieri sera dopo un dibattito romano sul futuro del centrosinistra, non esclude un suo futuro nella politica nazionale dopo il 2021, l’anno in cui finirà il suo mandato a Palazzo Marino. Certo, quando Sala, incalzato dai cronisti, capisce che la sua dichiarazione è stata interpretata quasi una discesa in campo, seppur posticipata, tira un po’ il freno: «Può succedere di tutto tra due anni. Posso anche ricandidarmi a sindaco. Perché credo che l’esempio di maggior successo della sinistra oggi in Italia sia Milano».

Eppure la prima risposta data fa capire bene che Sala aspiri a un futuro che vada oltre i confini milanesi. Da qui ai prossimi due anni le incognite sono tante, ma il sindaco è pronto a cogliere le occasioni che gli si presenteranno davanti. Sala, in ogni caso, vede una traversata nel deserto per il Pd: «Il Pd non basta. Ci sono istanze, come quella ambientale, rispetto alla quale forze nuove e fresche, che riescano a farsi percepire come qualcosa di discontinuo, possano avere più forza. Se si andasse a votare adesso non credo che la sinistra possa vincere e mettere insieme il 40%. Cerchiamo di costruire un percorso per poterci arrivare». Magari entro due anni, la fine del primo mandato comunale di Sala.

I cronisti di La7, intanto, incalzano il sindaco: la condanna a sei mesi riconvertita a 45 mila euro di ammenda per l’inchiesta su Expo può essere una zavorra per il proseguo della sua esperienza politica? Sala replica così: «No. La sento solo come una sofferenza personale. Se avessi qualche dubbio, non andrei domani a fare altre cose. Con Expo se non un miracolo, credo di aver fatto un mezzo miracolo». Durante il precedente dibattito pubblico, intitolato «Tornare a vincere», con l’ex premier Paolo Gentiloni, Sala aveva lanciato una stoccatina a Matteo Salvini («Al Nord vedo una Lega diversa da quella di Salvini. Una Lega che sa cos’è il territorio, le problematiche delle comunità» e un’altra frecciata ai dem: «Per tornare a vincere non basta confidare nell’incompetenza degli altri. Bisogna scegliere meglio i temi da coprire ma soprattutto bisogna litigare di meno. Dall’altra parte c’è Matteo Salvini, non Matteo Renzi».