Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte (Ansa)
Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte (Ansa)

Milano, 30 agosto 2019 - Tra i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle c’è chi, ieri, lo ha detto così: «Sembrava di ascoltare Nicola Zingaretti». Invece erano proprio parole di Giuseppe Conte, non del segretario del Pd. Un discorso, quello proferito dal presidente del Consiglio incaricato ieri mattina, prima di iniziare il giro di consultazioni con i partiti, che ha suscitato perplessità e disorientamento tra i pentastellati lombardi. A taccuini chiusi, e solo a taccuini chiusi, c’è chi spiega: «Non ha fatto alcun riferimento alle politiche e ai provvedimenti che servono alla Lombardia e, più in generale, al Nord. In particolare alle misure chieste dalle imprese». Il riferimento non è solo all’autonomia regionale, che i pentastellati lombardi, a differenza di quelli romani, hanno promosso fin da subito, ma anche «al cuneo fiscale». 

Omissioni rese ancora più evidenti dallo spazio invece riservato da Conte, nel suo discorso, al Meridione. Il premier incaricato ha infatti dichiarato di voler rendere il Sud «rigoglioso». «Benissimo l’attenzione al Mezzogiorno, benissimo l’attenzione alle politiche sociali – spiega, allora, un pentastellato lombardo – ma non possiamo e non dobbiamo contribuire indirettamente ad avallare l’idea che ci interessi solo il Sud». Preoccupazioni dovute anche ad un semplice dato di fatto: in Lombardia il Movimento non ha mai sfondato dal punto di vista elettorale.

A scagliarsi contro la prima uscita del Conte bis è anche il presidente della Regione, il leghista Attilio Fontana, che dalla sua pagina Facebook spiega: «Sta iniziando un’esperienza di Governo imbarazzante e preoccupante, che si regge su accordi per mantenere la poltrona. Abbiamo timore per l’autonomia, visto che dei due partiti che compongono questo squallido esecutivo uno, il Pd, è estremamente centralista mentre l’altro, il Movimento 5 Stelle, ha fatto di tutto per contrastare le legittime pretese avanzate dal popolo lombardo nell’ultimo anno. Noi insisteremo, sarà difficile ma non ci lasciamo spaventare da questi sepolcri imbiancati». A replicare è Fabio Pizzul, capogruppo lombardo del Pd: «Suggerisco a Fontana di essere meno disfattista sull’autonomia. Il nuovo Governo può fare solo meglio del precedente che, al di là dei proclami, non ha raggiunto nessun risultato. Fontana lavori invece ad un’autonomia realistica e proficua per i lombardi».