Gabriele Albertini e Giuseppe Sala
Gabriele Albertini e Giuseppe Sala

Milano, 8 maggio 2021 - Prove di disgelo nel centrodestra. Mercoledì è convocato un vertice con i responsabili degli Enti locali di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sui candidati sindaco per le elezioni comunali. Ma nessuna accelerazione, almeno per ora. I leader dei partiti, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi , non parteciperanno all’incontro. Il nodo Milano è ancora da sciogliere, dopo il passo indietro dell’ex sindaco Gabriele Albertini.

L’ipotesi di una sua candidatura, però, fa ancora discutere, perché il terzo sondaggio di Eumetra sulla sfida per Palazzo Marino basato su 2 mila interviste realizzate dal 3 al 6 maggio – sondaggio commissionato dai fedelissimi dell’ex primo cittadino – conferma che Albertini batterebbe l’attuale sindaco Giuseppe Sala in un eventuale ballottaggio 50% a 47% (3% di “non sa’’), un divario che sale da uno a tre punti rispetto alle due precedenti rilevazioni di Eumetra. Sala, invece, avrebbe la meglio su altri due papabili candidati sindaci del centrodestra. Sì, perché batterebbe 51% a 45% (4% di “non sa’’) il parlamentare di Noi per l’Italia ed ex assessore comunale Maurizio Lupi e 53% a 42% (5% di “non sa’’) il comunicatore Roberto Rasia Dal Polo.

Sondaggi che secondo Albertini, intervistato ieri da SkyTg24, hanno indotto Salvini a proporre il suo nome come frontman del centrodestra alle Comunali "nonostante sul piano politico abbiamo avuto dialoghi un po’ puntuti". Il sondaggio Eumetra rilancia Albertini – il cui "no, grazie", per alcuni esponenti della coalizione sovranista, potrebbe trasformarsi ancora in un "sì, mi candido" – ma non ha testato altri nomi di possibili candidati: l’ex direttore operativo di Tim Riccardo Ruggiero, il manager Simone Crolla, il professore della Bocconi Maurizio Dallocchio. 

Sala, intanto, dice la sua sul dibattito interno al centrodestra: "Lupi? Un signor candidato, è esperto e ha una lunga storia politica". Il sindaco non affonda il colpo sullo stallo nel fronte avverso: "Non mi spingerei a dire che il centrodestra è nel caos. In questo momento c’è una latente e forte competizione tra la Lega e FdI, che non è più in una posizione succube all’alleato. I sondaggi danno FdI molto al di sotto della Lega e ciò genera confronto. In più, devono trovare un accordo su più città, non solo su Milano".

Il sindaco, infine, getta acqua sul fuoco della polemica tra lui e Albertini sull’interpretazione di una frase del predecessore ("se fossi stato eletto sindaco avrei chiesto a Sala di fare il vicesindaco"): "Mi spiace che Albertini se la sia presa. Lui solleva un punto chiaro: essere aperti e indipendenti in una fase così delicata per Milano. In questi cinque anni ho garantito totale indipendenza. Non ho tessere di partito". L’ex sindaco, infine, spiazza Salvini e Meloni sul patrocinio comunale al Gay Pride che le sue Giunte comunali non diedero mai: "Potrei rivedere quella scelta alla luce dei cambiamenti nei costumi".