Virginia Raggi, Luigi De Magistris e Beppe Sala
Virginia Raggi, Luigi De Magistris e Beppe Sala

Milano, 16 gennaio 2020 - Ci sono le Regioni che chiedono più autonomia dallo Stato e ora ci sono i Comuni, tre in particolare, che chiedono più autonomia dalle Regioni. La prima richiesta è quella faticosamente portata avanti da tempo da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. La seconda, invece, è più fresca e vede alleate le tre grandi città italiane: Milano, Roma e Napoli. I rispettivi sindaci ieri si sono incontrati nella capitale per mettere a punto un piano che possa portarli ad una conquista molto precisa: poter avere trasferimenti diretti dallo Stato su materie cruciali per ogni città quali il trasporto pubblico, l’ambiente, la manutenzione delle case popolari e delle scuole, ma anche l’igiene urbana. 

Oggi su quasi tutte queste materie funziona che lo Stato trasferisce i fondi alle Regioni e le Regioni, a loro volta, decidono come ripartirli tra i Comuni. Un travaso che difficilmente avviene senza polemiche: basti pensare allo scontro, attualissimo, che contrappone anche quest’anno Palazzo Marino e la Regione Lobardia sul tema, ad esempio, del trasferimento dei fondi per far funzionare i mezzi pubblici. Per l’anno 2020 ballano 3,4 milioni di euro tra i desiderati dei Comuni dell’Agenzia di Milano, Monza, Lodi e Pavia e la ripartizione invece stabilita dalla Regione applicando il criterio dei costi standard.

Basti pensare, ancora, alla volontà dell’amministrazione milanese di aumentare le licenze dei taxi messa in stand by perché serve, per l’appunto, il via libera della Regione. Il sindaco Sala, in questi mesi, ha più volte dichiarato di non capire perché Milano debba dipendere da Palazzo Lombardia. Domanda che si è trasformata in una battaglia politica, quella annunciata ieri da Virgina Raggi, sindaca di Roma: «Oggi (ieri ndr) ho incontrato in Campidoglio Giuseppe Sala e Luigi De Magistris. Stiamo portando avanti una battaglia per le nostre città: più responsabilità e accesso diretto a fondi per trasporto pubblico, ambiente, igiene urbana, manutenzione scuole e case popolari. Meno burocrazia, più servizi».