Joao Mario

Milano, 21 agosto 2018 - Non è nemmeno cominciata la possibile luna di miele con i tifosi che già è periodo di rimbrotti e musi lunghi. Agli albori della stagione da possibile anti-Juve, ruolo che all’Inter non toccava nelle gerarchie cartacee da qualche anno, i nerazzurri si sono fatti sorprendere dalla propria bestia nera per antonomasia. Il Sassuolo, al settimo sgambetto complessivo nel giro di pochi anni, ha messo a nudo limiti che nei test estivi sembravano più attenuati, quando non scomparsi. Se saranno svarioni di una sera o croniche mancanze, lo dirà il percorso da qui a maggio. Certo Spalletti non si aspettava di cadere subito, pur nelle immaginabili insidie della trasferta emiliana. Il terreno di gioco del Mapei Stadium, d’accordo, ma gli uomini di De Zerbi hanno avuto meno difficoltà a far correre la palla perché più precisi e “cattivi”, nonché fortunati (ammissione del tecnico). Capaci però, più dell’Inter, di cercare una sorte a proprio vantaggio. «Bisognerebbe avere l’onestà intellettuale di dire che l’Inter ha disputato una gara sotto tono e che si è trovata contro un grande Sassuolo», dice l’ad neroverde Giovanni Carnevali a Radio 24.

Spalletti si è avvicinato a fine gara ai componenti della squadra arbitrale per chiedere conto di alcune scelte, rimostranze che ha preferito non sottolineare a microfoni aperti. Giusto, pur ravvisando i fischi avversi, non dare alibi ulteriori a giocatori che avrebbero dovuto farsi trovare più pronti. Non bastano come scusante le assenze di Skriniar, pronto al rientro con il Torino, e di Nainggolan (domani si capirà se potrà unirsi al gruppo), o la precaria condizione dei vari Vrsaljko, Perisic, Keita, impiegati per nulla o a singhiozzo. Dalbert ha sancito in 45’ una possibile uscita di scena molto anticipata sulla propria stagione, nonostante i tentativi di rilancio del tecnico. Brozovic è tornato all’antica versione, discontinua e imprecisa. Solo Asamoah si è mostrato già affidabile per le gare da tre punti, mentre Martinez ha pagato lo scotto dell’esordiente. Dulcis in fundo, si fa per dire, arrivano brutte notizie dal mercato. Secondo Estadio Deportivo il Betis avrebbe mollato la pista Joao Mario per lanciare la rincorsa a Rafinha. Quello non riscattato dai nerazzurri. Il tempo dirà se fra i rimpianti o no.