Winelivery
Winelivery

Milano, 2 luglio 2019 - Massimo mezz’ora e le bottiglie ordinate con lo smartphone sono sulla porta di casa. Alla giusta temperatura e con prezzi in linea a quelli di un’enoteca. E se il vino sa di tappo? Venti minuti e ci sarà una nuova bottiglia, gratuitamente. Ma i 180 rider che percorrono per Winelivery le città possono consegnare anche birre artigianali o, ad esempio, il kit necessario per fare un cocktail. È, in poche parole, il servizio con il quale la startup milanese Winelivery è cresciuta del 550% anno su anno dal 2015 fino ad arrivare ad un giro d’affari molto vicino al milione di euro. Adesso, nell’azienda creata da Francesco Magro e Andrea Antinori lavorano 25 persone e gli obiettivi sono ambiziosi: la crescita in Italia e all’estero grazie anche ad una quotazione da realizzare in tempi abbastanza rapidi.

Ma andiamo con ordine. È il febbraio 2015: «A Milano, in una cena tra valtellinesi, ad un certo punto finisce il vino – racconta la fondatrice Andrea Antinori – E ci siamo accorti che non esisteva un servizio che ci avrebbe portato il vino per la cena. Ci siamo messi così la pulce nell’orecchio». Andrea, però, pochi giorni dopo negli Stati Uniti vede «che il settore non rappresenta solo un’idea ma un vero e proprio mercato con grandi player impegnati». I due fondatori non ci pensano più: aprono Winelivery per replicare in Italia il modello americano. Creano così una piattaforma per mettere in contatto la domanda di vino in tempi rapidi e l’offerta di bar, ristoranti ed enoteche. «Presto, però, ci siamo accorti che quel modello non poteva funzionare perché la consegna era a carico di chi vendeva e i ristoranti non erano attrezzati per questo tipo di servizio», afferma Andrea Antinori.

La soluzione, quindi, per l’azienda è quella di prendere in carico le attività di magazzino e quelle di consegna creando una vera flotta di rider. La società, poi, per raccogliere gli investimenti necessari alla crescita batte la strada del crowdfunding. Raccoglie così 2 milioni di euro in 3 campagne e il numero di soci raggiunge la cifra record di 568 persone. Adesso il servizio è attivo a Milano, Bologna, Torino, Firenze e Bergamo, ma presto arriverà a Roma e successivamente a Napoli. E Winelivery è anche alla ricerca di imprenditori per aprire in nuove città con la formula del franchising.

Nel mirino, però, ci sono anche le grande città europee, da utilizzare come ponte per poi raggiungere anche all’estero città di dimemensione più piccole. Come Winelivery sta facendo in Italia. Un passo non facile: all’estero ci sono abitudini di consumo e legislazioni diverse. La società, però, per sostenere l’espansione punta a quotarsi in Borsa in tempo abbastanza rapidi: «È un passaggio che vorremmo realizzare nei prossimi 12 mesi – spiega il fondatore e Ceo, Francesco Magro – Non va considerato come un obiettivo, ma solo come uno strumento». Intanto, però, la società sta sviluppando nuovi servizi. «Se un imprenditore vuole regalare bottiglie di vino a clienti o fornitori – precisa Francesco Magro – noi pensiamo a tutto e informiamo l’imprenditore quando la consegna è avvenuta». E in queste settimane estive stanno crescendo le richieste dei cocktail kit: una scatola con il super alcolico assieme a tutto il necessario per fare un vero e proprio cocktail.