Violentata due volte alla Stazione Centrale: condannato a 8 anni

I fatti risalgono all’aprile scorso. La turista venne prima stuprata in piazzale Duca d’Aosta e poi nell’area ascensori

Agenti di polizia all'esterno della stazione Centrale di Milano

Agenti di polizia all'esterno della stazione Centrale di Milano

Milano, 23 novembre 2023 – È stato condannato a 8 anni di carcere Fadil Monir, marocchino di 27 anni, per aver ripetutamente stuprato una turista in un ascensore che porta ai binari della stazione Centrale di Milano.

La turista di 36 anni è stata violentata negli ascensori della stazione nella notte
La turista di 36 anni è stata violentata negli ascensori della stazione nella notte

Lo ha deciso il gup Silvia Perrucci che ha accolto la richiesta del pm Alessia Menegazzo, lo stesso magistrato che nell’aprile scorso aveva disposto il fermo dell’uomo rintracciato dai poliziotti della Polfer nell'area verde a forma di mezzaluna tra piazzale Duca d'Aosta e via Vittor Pisani.

Il fermo  

I fatti risalgono all'alba del 27 aprile scorso. Nei giorni successivi alle violenze, durante l’interrogatorio di convalida del fermo, Monir aveva sostenuto che la donna fosse consenziente.

Successivamente, invece, aveva ammesso che quel giorno era sotto effetto “di crack e alcol” e che è intenzionato a chiedere “scusa alla vittima e a risarcire”.

L’orrore

La vittima, 36enne straniera, che con i suoi bagagli alle 6 di mattina, avrebbe dovuto salire su un treno per Parigi dopo essere arrivata in città dalla Norvegia, è stata avvicinata e aggredita inizialmente già fuori dalla stazione dal giovane senza fissa dimora e senza senza documenti regolari.

Monir - stando al suo racconto - l'aveva poi violentata una seconda volta intorno tra le 5 e le 5.30 nell'area degli ascensori. Qui era stata poi soccorsa da un operaio in servizio alla stazione che aveva attivato i soccorsi. 

Il processo  

Le immagini delle telecamere della stazione, aveva scritto il giudice nell'ordinanza, mostrano "un contesto di totale sopraffazione di una donna indifesa, che l'indagato costringe, con impietosa ostinazione, a subire atti sessuali".