MASSIMILIANO MINGOIA e NICOLA PALMA
Cronaca

Vigilessa in malattia per 16 mesi con certificati falsi: accusata di truffa. Il Comune parte civile

Milano, inchiesta dei pm di Trani sul medico che avrebbe sottoscritto gli atti: agente indagata per aver usufruito illecitamente di periodi di assenza

Il medico finito sotto accusa ha lo studio a Trani, in Puglia

Il medico finito sotto accusa ha lo studio a Trani, in Puglia

Milano, 29 luglio 2024 –  Per un anno e quattro mesi, avrebbe usufruito di certificati medici non veritieri per assentarsi dal lavoro. Per questo, una vigilessa appartenente al Corpo di piazza Beccaria rischia il processo al Tribunale di Trani con le accuse di truffa e di falsa giustificazione dell’assenza dal servizio: l’udienza preliminare è in calendario il 24 settembre. L’indagine sull’agente della polizia locale emerge da una recentissima delibera della Giunta Sala, che il 25 luglio ha disposto la costituzione di parte civile per ottenere il risarcimento dei danni provocati dal presunto comportamento illecito della dipendente pubblica.

Il periodo finito sotto la lente dei magistrati pugliesi è quello compreso tra l’ottobre 2020 e il febbraio 2022, peraltro caratterizzato dalle fasi di recrudescenza della pandemia da Covid 19, in particolare dalla seconda e dalla terza ondata di contagi da coronavirus. Stando agli accertamenti investigativi, "in più occasioni" la donna avrebbe giustificato "l’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia, inducendo così in errore il Comune di Milano e ottenendo il pagamento delle prestazioni non dovute". Il procedimento penale è incardinato a Trani perché proprio da quelle parti si trova lo studio del medico che avrebbe redatto gli atti fasulli negli anni scorsi; quindi è probabile che, indagando sul camice bianco e sui suoi pazienti, i pm si siano imbattuti anche nell’agente di stanza all’ombra della Madonnina.

“Secondo quanto indicato dalla Direzione Sicurezza urbana – si legge nella delibera – è opportuna la costituzione di parte civile del Comune di Milano in ragione della gravità delle condotte tenute dalle imputate, che hanno causato all’amministrazione un danno patrimoniale e non patrimoniale, nonché per l’esigenza di avere piena cognizione di causa del processo penale anche ai fini della trattazione del procedimento disciplinare". Sì, perché in parallelo sono scattati pure gli approfondimenti da parte di piazza Beccaria, che, a processo concluso, potrebbero portare a sanzioni particolarmente gravi come la sospensione dal servizio o il licenziamento.

Oltre al reato di truffa , la vigilessa finita sotto inchiesta deve rispondere anche della violazione dell’articolo 55 quinquies del decreto legislativo numero 165 del 2001: "Fermo quanto previsto dal codice penale, il lavoratore dipendente di una pubblica amministrazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 400 a 1.600 euro. La medesima pena si applica al medico e a chiunque altro concorre nella commissione del delitto".

E ancora : "Il lavoratore, ferme la responsabilità penale e disciplinare e le relative sanzioni, è obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione".