Via dolce via: "Niente auto per un giorno"

La festa degli abitanti di Dergano compie 10 anni "Ognuno scambia esperienze o oggetti: niente soldi".

Via dolce via: "Niente auto per un giorno"

Via dolce via: "Niente auto per un giorno"

"Via Dolce via è una strada che aspira a diventare di tutti e sempre più “dolce“. Quest’anno compie 10 anni". Il conto alla rovescia 2024 è partito nel quartiere Dergano, dove, dal 2014, un giorno all’anno, due strade vengono chiuse al traffico e diventano “dei cittadini“. Quest’anno succederà sabato 1° giugno, dalle 15 alle 20. Lo spiega Francesca Rendano, commerciante e animatrice culturale, tra i promotori dell’associazione “Via dolce via che organizza l’omonima festa.

In cosa consiste?

"Questa festa è nata per volontà di chi vive o lavora nel quartiere. “Via dolce via“ è apprezzare il luogo in cui si abita, farlo vivere e condividerlo con gli altri.

Nella pratica, ci saranno eventi e iniziative organizzate da tutti coloro che vorranno partecipare e che vogliono rendere la nostra strada più bella, vivibile e fruibile, aprendosi agli altri. Quel giorno le vie Davanzati e Guerzoni saranno senza auto. Chiunque vorrà potrà essere dei nostri (c’è tempo fino al 17 aprile per proporsi, contattandoci sulle nostre pagine social) e proporre qualcosa in una postazione: la regola è che non si vende nulla ma si scambiano oggetti o esperienze. Nelle scorse edizioni c’era chi danzava e insegnava dei passi, chi, magari architetto della zona, mostrava dei progetti, chi, parrucchiere, dava consigli si come realizzare acconciature. Tutto, rigorosamente, senza scambio di denaro".

Tutto questo anche per andare contro i pregiudizi su Milano?

"Sì. Milano non è solo “la città dello smog“, la città in cui non ci si conosce l’un l’altro, in cui si va talmente veloci da non accorgersi di quello che sta attorno. Noi vogliamo dimostrarlo. E abbiamo notato che la “Via dolce via“ si vive come “casa“ anche nei giorni successivi all’evento e in generale. Idealmente mostra, tra l’altro, che è possibile farlo in tutta la città. È complicato organizzarla – è fatto tutto “dal basso“– chiudere le strade al traffico, scontrarsi con chi inevitabilmente non è d’accordo, perché comunque si generano anche disagi per chi non può passare con l’auto o non gradisce la festa. Però sono indubbiamente di più i benefici".

Le attività più bizzarre proposte negli anni?

"Abbiamo avuto postazioni solarium per prendere il sole sulla carreggiata. Un abitante, poi, ha portato delle bambole trovate in giro e delle spazzole, dicendo “oggi siamo qui a pettinare le bambole“. Come a dire che anche essere improduttivi serve. Pure a Milano".

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