Marta Cartabia ed Elio Franzini all'inaugurazione dell'anno accademico
Marta Cartabia ed Elio Franzini all'inaugurazione dell'anno accademico

Milano, 5 febbraio 2020 - "Senza una strategia per la ricerca, senza fondi per la ricerca, la didattica, il diritto allo studio, l’internazionalizzazione, il progresso e l’innovazione, non è la singola università che muore, ma un Paese, che diventa asfittico, chiuso in dispute talmente ridicole da non meritare neppure la definizione di ideologie". È uno dei passaggi più polemici contenuti nel discorso introduttivo pronunciato dal rettore dell’Università degli Studi di Milano, Elio Franzini, durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020.

Parole nette quelle risuonate nell’Aula Magna dell’ateneo milanese ma non è l’unico spunto "arroventato". Il magnifico rettore infatti ha definito senza troppi giri di parole "sconfortante" l’ultima manovra. "Nella sconfortante ultima legge di bilancio, dove la parola università è pressoché assente, dove non è dedicata a essa un solo pensiero e una sola strategia, è stata minata con il silenzio la nostra libertà" ha attaccato il numero della Statale. "Come hanno ben scritto Cun e Crui – ha proseguito Franzini – è in atto una ulteriore erosione della quota di risorse a scapito di altre spese indifferibili, come la manutenzione, la sicurezza, la crescita del turn over". Per il rettore "non bastano contingenti e posteriori foglie di fico o pur ottimi e necessari spacchettamenti ministeriali, che peraltro hanno affidato l’università alla persona giusta, a cambiare la situazione: l’università non vive di annuali piani straordinari – ha chiosato – bensì di progetto, di disegno, di investimento per il futuro. Ignorarlo, e quest’anno come non mai, significa ignorare la progettualità del Paese, il suo futuro, il suo destino".

Al discorso del rettore ha fatto seguito la prolusione della presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, alunna della Statale. "L’educazione universitaria è chiamata a svolgere un grande compito democratico" ha sottolineato la presidente della Corte Costituzionale nel corso del suo intervento. "La vitalità di una democrazia dipende in grande misura dalla questione, in senso ampio, educativa, in cui le università svolgono un ruolo fondamentale – ha aggiunto –. Non a caso il tema dell’istruzione è stato da sempre tra le questioni fondative delle moderne democrazie. Seminare nel campo dell’istruzione significa investire nei cittadini di oggi e di domani". In un altro passaggio della prolusione poi la presidente della Corte Costituzionale ha evidenziato come "l’avvento dei nuovi media ha determinato un impatto di proporzioni epocali sulle dinamiche democratiche. Il terremoto ha il suo epicentro nelle modalità di formazione dell’opinione pubblica". Le analisi dei fenomeni "che si stanno diffondendo in rete evidenziano tre fondamentali pericoli per il cittadino, che si trova solo nella rete: la polarizzazione dell’opinione pubblica, la sua eterodirezione e la disinformazione". In queste "trasformazioni vorticose" sono proprio "l’educazione e la formazione universitaria" che sono chiamate a "giocare un ruolo insostituibile".