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29 apr 2022

Un tour a tutta dolcezza tra le strutture destinate ai disabili

La pasticceria siciliana Mylae Dulcis ha portato pasticcini e uova. "Vogliamo far conoscere questi centri eccellenti"

Mylae Dulcis non ha solo portato lavoro a Cologno, insediandosi nel distretto artigiano di viale Spagna nel 2008 con una dozzina di addetti (tra cui 7 colognesi e 5 ucraini) che ogni giorno producono dai 5 ai 6mila cannoli e mille cassate, anche per Esselunga. La pasticceria siciliana da anni sostiene le attività di solidarietà del territorio, per esempioi un furgone per il trasporto delle persone fragili. Ieri le creazioni dolci di Pietro Lo Presti hanno fatto il giro delle strutture che si occupano di disabilità. A lanciare l’iniziativa è stato Rosario Spitaleri, produttore di “pistacchio di Bronte dop“, che collabora con la pasticceria e ha coinvolto il Comune. "Volevamo regalare un momento bello a utenti ed educatori, ma soprattutto conoscere da vicino e dare visibilità a queste strutture che fanno grandi progetti e sono un’eccellenza del territorio", ha spiegato l’imprenditore. Che si è detto disponibile anche a una “lezione” alla coop SpazioAperto di via Pascoli, dove una ventina di disabili è protagonista di un vero e proprio “percorso di adultità”: attività motorie, ma anche di lavoro. "Ancora per un mese i ragazzi realizzano confezioni di cioccolata per la Lindt, anche i famosi coniglietti, che poi vengono vendute nei negozi dentro gli ospedali – spiegano i coordinatori –. A regime abbiamo 30 utenti, ma abbiamo una lista di attesa". Prima del Covid la coop stava ragionando con il Comune a un progetto di ampliamento, per aumentare il servizio e accogliere più utenti. "Siamo disponibili a collaborare, anche sfruttando i fondi del Pnrr", ha annunciato il sindaco Angelo Rocchi in tour con altri membri dell’amministrazione. Ad aspettare l’arrivo di uovo e paste i 10 ospiti di Villa Corrado, comunità alloggio di via Buonarroti che sembra un college. "È in arrivo un nuovo inserimento. La villa è stata riadattata 6 anni fa. Non è una struttura ospedalizzata: alcuni degli ospiti, che hanno dai 18 ai 65 anni, lavorano. Ed è aperta: possono uscire, al piano terra nel salone organizziamo le attività e fuori coltiviamo l’orto". Ultima tappa il complesso a ringhiera di Creare primavera, realtà storica colognese che si occupa di minori e famiglie, segnalate dai servizi sociali e non solo e che in via Mozart ha due appartamenti per percorsi di autonomia.

Laura Lana

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