Un tavolo per rimettere sul mercato centinaia di migliaia di case

Il ministro Salvini propone un progetto per rimuovere il marchio di abuso edilizio da molte case, permettendo di riattivarne l'utilizzo e risolvere problemi abitativi. La sanatoria avrebbe benefici per proprietari e inquilini, riducendo i prezzi e gli effetti speculativi.

Colombo Clerici*

Centinaia di migliaia di case potrebbero tornare a essere abitate, locate e vendute (produttive dal punto di vista sia economico, sia tributario) se perderanno l’assurdo marchio d’infamia dell’abuso edilizio, inflitto a causa di una irregolarità edilizia, magari solo formale, che non si sostanzia in alcun nuovo volume edilizio realizzato illegittimamente o senza titolo. Se andasse in porto il progetto scaturito dal tavolo di lavoro promosso da Matteo Salvini, ministro alle Infrastrutture (l’ultimo incontro il 16 gennaio) i meccanismi arrugginiti che bloccano il mercato potrebbero riprendere a funzionare e tantissimi problemi, a partire dalle locazioni calmierate, verrebbero affrontati con risultati immediati. Al progetto hanno partecipato tutti gli attori del mondo immobiliare: associazioni, imprese, Comuni e banche. Salvini ha parlato di condono, chiarendone però limiti e scopo, cioè rimuovere ostacoli insensati: rogiti fermi da anni per micro difformità dal progetto o affittanze che non si possono stipulare per illegittimità edilizie vedrebbero la luce con effetti benefici per tutti. Senza dire dell’assurda norma che blocca la regolarizzazione delle opere edilizie oggi legittime, che tuttavia non lo erano rispetto alle norme vigenti al tempo della loro esecuzione. Un piano fattibile con un minimo di buonsenso e di coraggio, in un’Italia dove seguire le regole è impossibile per tutti, tranne che per pochi privilegiati senza volto provenienti d’oltrefrontiera. Ma a trarre vantaggio dalla sanatoria non sarebbero solo i proprietari: il ritorno sul mercato di una grande massa di immobili produrrebbe subito l’effetto di calmierare i prezzi delle compravendite e quelli degli affitti, riducendo gli effetti speculativi e consentendo a tante famiglie di avere un tetto sopra la testa. Certo, l’importanza dei limiti della sanatoria resta centrale e nessuno si sogna di condonare case sorte sulla spiaggia o sul greto dei fiumi o in altre aree demaniali, ma questa occasione di risolvere una bella parte del problema abitativo non va lasciata sfuggire.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro