Stadio del Milan a San Donato, scintille alla prima assemblea pubblica: sindaco contestato e cittadini fermi sull’ipotesi referendum

Flash mob, osservazioni e richiesta di una consultazione popolare: i residenti temono l’impatto nell’area di un’arena da 70mila posti corredata da negozi, hotel e zona “food and beverage”

San Donato, 14 febbraio 2024 – Il progetto dello stadio del Milan si conferma divisivo: nell’opinione pubblica di San Donato è palpabile il divario tra favorevoli e contrari. I cittadini chiedono di essere parte attiva nel processo decisionale e vogliono potersi esprimere attraverso un referendum. E’ quanto emerso dalla prima assemblea pubblica sul futuro impianto dei rossoneri - un’arena da 70mila posti corredata da negozi, hotel e una zona “food and beverage” - che potrebbe sorgere nell’area San Francesco, alla periferia di San Donato.

Sala gremita e pubblico delle grandi occasioni, ieri alle 20.30 in Municipio, dove il sindaco Francesco Squeri e il responsabile dell’area tecnica del Comune, l’ingegner Domenico Martini, hanno illustrato le linee-guida del progetto, ma anche le criticità emerse da una prima disamina e l’iter burocratico che si dovrà ora attuare, in seguito alla richiesta di variante urbanistica depositata lo scorso settembre da Sportlifecity-Milan. Le parole del primo cittadino sono state accompagnate da qualche sporadico applauso da parte di favorevoli e possibilisti, ma soprattutto da vibranti polemiche e contestazioni da parte del fronte “no stadio”, che poco prima dell'inizio dell'assemblea ha anche organizzato un flash mob di protesta. Fiumi di osservazioni e domande hanno raggiunto, dal pubblico, il tavolo dei relatori, col moderatore della serata, Marco Marturano, chiamato al non facile compito di gestire la platea in fermento.

Chi ha avanzato obiezioni ha sottolineato soprattutto le ricadute del futuro impianto sull’ambiente e la qualità di vita. Un numero di parcheggi sottostimato rispetto al flusso di potenziali utenti dello stadio; una viabilità da ripensare e i mezzi pubblici da potenziare: sono solo alcune delle problematiche rimarcate dai presenti in sala, che hanno chiesto a gran voce una consultazione popolare. Il sindaco ha evidenziato i vantaggi per la città, in termini di visibilità e oneri di urbanizzazione. “Un’amministrazione seria ha il dovere di valutare il progetto”, ha concluso.

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