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12 dic 2020

Spostamenti tra Comuni vietati a Natale? Parenti nei B&b per aggirare il divieto

Camere piene da prima di Natale: molte famiglie “aggirano“ il divieto prenotando stanze a parenti e amici che arrivano da fuori

francesca grillo
Cronaca
MILANO 23112020  COVID  SHOPPING NATALE  NEGOZI  VETRINA ALBERO NATALE  ANSA / PAOLO SALMOIRAGO
Natale 2020

Corsico (Milano), 13 dicembre 2020 - L’incertezza è tanta, le disposizioni fumose, le prospettive labili. Se da una parte il presidente della Regione Attilio Fontana esulta per il passaggio a zona gialla della Lombardia (da oggi), con relative norme ammorbidite, dall’altra non è ancora chiaro cosa si potrà fare il giorno di Natale e Santo Stefano. Il dpcm del premier Giuseppe Conte parlava chiaro: niente spostamenti tra regioni dopo il 20 dicembre (e fino al 7 gennaio) e vietato muoversi dal comune il 25 e 26. Giorni di festa da passare a casa insomma, senza la possibilità di incontrare amici e famigliari che abitano nel comune vicino: una normativa rigorosa, per alcuni fin troppo severa, presa per scongiurare la temibile terza ondata, ora che non siamo neanche usciti dalla seconda e dove i morti in Lombardia si contano ancora a tre cifre. Un segnale di apertura è arrivato dal contestato tweet di Luigi Di Maio: "A Natale e Capodanno permettiamo ai cittadini di spostarsi tra i piccoli comuni", ha scritto il Ministro degli Esteri, con quel "permettiamo" dal sapore patrizio che ha fatto storcere il naso a molti. Tutto è ancora da chiarire ma c’è chi gioca d’anticipo iniziando a organizzarsi. La soluzione per aggirare la proibizione è semplice: chiamare i parenti a raccolta nella città dove si vuole festeggiare il Natale e affittare una stanza, magari in un bed and breakfast, più economico dell’hotel.

La conferma dell’intuizione arriva da un giro sui social, dove sempre più persone chiedono ai gruppi cittadini su Facebook se conoscono b&b e pensioncine all’interno del proprio comune. "Qualcuno sa dove posso prenotare una stanza per i miei genitori?", scrive una signora in un gruppo. Le rispondono una dozzina di persone, ma quando le viene consigliata la soluzione in un comune vicino, rifiuta: l’alloggio deve essere nella stessa città di residenza. Certo, perché così i genitori possono tranquillamente spostarsi dall’albergo a casa della figlia, senza incorrere in sanzioni. C’è anche chi lo ammette candidamente: "I miei vivono a Sondrio – scrive un’altra signora –, cerco una stanza per i giorni sotto Natale, così non stanno soli e possono venire da me a mangiare". Le reazioni sono due: c’è chi appoggia la strategia, pensando ai genitori soli a Natale, e chi condanna la richiesta, "un modo tutto italiano di fare la norma e cercare come violarla. L’idea è evitare assembramenti, non trovare il modo per farli senza essere multati", scrivono infuriati altri utenti, tanto che i post con le richieste di alloggio presto spariscono dai social. Chi ne giova sono gli operatori, penalizzati da mesi di chiusura. Ora, intravedono uno spiraglio di luce nelle prenotazioni natalizie.

Tanto che i b&b del Sud Milano sono pieni o con pochissime stanze a disposizione, proprio nei giorni di festa. Le richieste sono tante e i prezzi superano i 100 euro a notte solo di pernottamento. C’è anche chi ne approfitta per mettere a disposizione seconde case o stanze, con prezzi decisamente alti. A Corsico, in una zona neanche troppo centrale, un app artamentino con una camera da letto, bagno e angolo cottura costa, per sei notti, dal 21 dicembre al 26 compreso, oltre 1.500 euro.
 

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