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18 giu 2022

Siccità, "si va verso la catastrofe"

La denuncia di Vigo (Cascina Folli): produzione di mais a rischio, comparto agricolo e zootecnico in ginocchio

18 giu 2022
valeria giacomello
Cronaca
Mais a rischio: la Regione aveva annunciato la chiusura dell’acqua: ieri ha deciso di ridurre del 10% la portata
Mais a rischio: la Regione aveva annunciato la chiusura dell’acqua: ieri ha deciso di ridurre del 10% la portata
Mais a rischio: la Regione aveva annunciato la chiusura dell’acqua: ieri ha deciso di ridurre del 10% la portata
Mais a rischio: la Regione aveva annunciato la chiusura dell’acqua: ieri ha deciso di ridurre del 10% la portata
Mais a rischio: la Regione aveva annunciato la chiusura dell’acqua: ieri ha deciso di ridurre del 10% la portata
Mais a rischio: la Regione aveva annunciato la chiusura dell’acqua: ieri ha deciso di ridurre del 10% la portata

di Valeria Giacomello

Boccheggianti sotto il sole torrido, gli agricoltori del Sud Milano sono ormai allo stremo. "Stiamo andando verso una catastrofe annunciata", dichiara sconsolato Mario Vigo, titolare insieme al fratello Alberto e al figlio Andrea dell’azienda agricola Folli, una delle principali produttrici di mais della Lombardia. "È in ginocchio non solo il comparto agricolo ma anche quello zootecnico dato che si basa su mangimi a base di mais, che viene prodotto principalmente in Lombardia". Sono ben 300mila ettari, metà del totale, i campi lombardi coltivati a mais, di cui 70mila nel milanese e nel lodigiano.

"È una situazione che non si era mai verificata negli ultimi 70 anni - spiega Vigo -: dall’inizio dell’anno a Mediglia sono arrivati 85 millimetri di pioggia contro i 750-800 millimetri di media stagionale. A causa della crisi ucraina, in deroga alle normative Comunitarie, alla Lombardia era stato concesso di coltivare ulteriori 11mila ettari di campi ma, data la situazione, gli agricoltori hanno dovuto fare scelte dolorose, privilegiando i primi raccolti ai secondi o ai campi lasciati a riposo". Il lago di Como, che rifornisce tutto il territorio, è in secca e l’afflusso di acqua trasportato dall’Adda e della Martesana viene centellinato, mettendo a serio rischio il raccolto. "Ci era stata annunciata una chiusura totale del flusso - spiega Vigo - ma fortunatamente nell’incontro di ieri Regione Lombardia ha deciso di ridurre solo del 10% la portata, già attualmente all’80%. Lunedì ci sarà una nuova cabina di regia ma questa decisione ci dà un minimo respiro. Fra 10 giorni, se nel frattempo non pioverà, il problema si riproporrà". Per questa ragione, sostiene Vigo, si parla di catastrofe annunciata. "Continuiamo ad agire sull’emergenza - denuncia - al posto di attuare riforme strutturali. C’è bisogno di ridisegnare il piano d’irriguo. Ora che abbiamo l’opportunità di utilizzare i fondi del Pnrr, Regione Lombardia deve finanziare progetti adatti ad un’agricoltura di precisione, ecosostenibile e adattabile ai cambiamenti climatici. Nel 2015, in occasione di Expo, ho lanciato un protocollo sperimentale per la produzione di mais. Grazie all’innovativo sistema di irrigazione goccia a goccia, abbiamo potuto ridurre il consumo di acqua del 40%. A questa soluzione occorre integrare un aumento degli invasi, fare scorta d’acqua e regolare i laghi per attingere l’acqua solo nei momenti di maggiore bisogno. Abbiamo perso troppo tempo, occorre agire ora o sarà troppo tardi".

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