Specializzandi
Specializzandi

Milano, 7 agosto 2019 - "È emergenza sostegno, mancano i docenti specializzati e noi che lo saremo a breve non possiamo partecipare al concorso? È un paradosso". A prendere in mano carta e penna, scrivendo una lettera al ministro Marco Bussetti alla vigilia del prossimo consiglio dei ministri sul tema, sono gli specializzandi per le attività di sostegno, uniti in una rete interateneo sostenuta anche delle famiglie dei bimbi disabili, che da anni chiedono continuità didattica. È scattata anche una petizione online.

Da una parte ci sono i numeri, drammatici: fra Milano e Monza e Brianza i posti vuoti - che erano circa 3mila - sono saliti con quelli in deroga a 10mila. Le certificazioni aumentano e i docenti abilitati da assumere scarseggiano. All’orizzonte c’è un concorso straordinario, in discussione proprio in queste ore. "Noi siamo in 6mila, ci stiamo specializzando e non ci vogliono stabilizzare", scuote la testa una portavoce degli specializzanti, Kinzica Soldano. Per lei il sostegno è una scelta: avrebbe una cattedra sicura in matematica, la insegna già da quattro anni, ma ha voluto studiare per dedicarsi al sostegno "che non si può improvvisare", ribadisce. Fa già parte del gruppo inclusione dell’istituto.

Entro il 31 marzo avranno il titolo, le prove potrebbero essere in calendario dopo quella data, ma per iscriversi bisogna avere la specializzazione in pugno e tre anni di servizio sul sostegno. "Non ci considerano anche se hanno bisogno di noi". Di qui l’idea di unire le forze per far sentire la loro voce, scrivendo al ministro Marco Bussetti: "Davanti a un’emergenza non si mettono barriere all’ingresso".

"Anche per il prossimo anno scolastico, ormai alle porte, si profila una situazione più che preoccupante, infatti migliaia di cattedre destinate a docenti di sostegno resteranno vuote, oppure saranno assegnate a insegnanti non specializzati - ricordano in una nota -. Proprio il contrario di quanto prevede la normativa italiana che, come è noto, è considerata molto avanzata in tema di inclusione scolastica".

La linea ministeriale prevederebbe di far partecipare al concorso straordinario soltanto una minima parte degli specializzandi, i docenti con almeno tre anni di servizio. "Una prospettiva che, oltre a non favorire la continuità didattica, esclude dal concorso i docenti più giovani e gli specializzandi che - come educatori o psicologi - hanno lavorato a lungo con ragazzi in situazione di disabilità in contesti extrascolastici. Di fronte all’attuale gravissima carenza di docenti specializzati e al fatto che tutti gli specializzandi hanno superato il medesimo concorso selettivo, ci si domanda come possa il ministero prevedere una tale condizione". La proposta? Aprire con riserva il concorso straordinario a tutti gli attuali corsisti del corso di Specializzazione per le attività di sostegno eliminando il vincolo dei tre anni di servizio.

Intantp0 si continuano a contare anche le cattedre vuote in Lombardia: a fronte di una richiesta del Miur di 58.677 assunzioni, il Ministero dell’Economia - visto il calo degli iscritti, ne ha autorizzate per il prossimo anno 53mila. Cinquemila in meno. "E di queste cinquemila, 2.500 sono in Lombardia - ricorda Massimiliano Sambruna segretario generale Cisl Scuola –. Per la prima volta la ripartizione è stata fatta a livello regionale. Si sono divisi i posti in base alla presenza di candidati: a Milano saranno 3.676 a fronte dei 4.303 disponibili dopo la mobilità. Ma con le immissioni in ruolo temo che non ne verrà coperta nemmeno la metà: mancano i candidati".