San Siro, lo stadio diventa un nuovo quartiere
San Siro, lo stadio diventa un nuovo quartiere

Milano, 25 settembre 2019 - La presentazione ufficiale voluta da Milan e Inter è in programma domani alle 11 nell’aula magna del Politecnico in Bovisa, ma i rendering dei due progetti del nuovo San Siro ieri sono stati svelati. In particolare è spuntato un filmato che descrive nei minimi particolari il progetto dello studio americano Populous, quello che immagina un nuovo stadio a forma di «Cattedrale» ed è dato in vantaggio sul progetto concorrente firmato dallo studio Manica-Cmr con Sportium.

Uno sguardo dall’esterno, in effetti, conferma che lo stadio disegnato dagli architetti di Populous – collocato dove ora c’è il parcheggio di San Siro, a ridosso delle case di via Tesio – vuole ricordare la Cattedrale milanese: l’impianto ha una struttura esterna rettangolare ricoperta di vetro, con elementi verticali che si ispirano alle guglie del Duomo e un sistema di aperture per consentire una corretta ventilazione all’interno dell’impianto. Lo sguardo dall’interno, invece, ricalca in gran parte l’architettura dei nuovi stadi inglesi e americani: quando si entra dentro l’impianto c’è un’ampia area per mangiare e guardare i maxi-schermi, un po’ sullo stile dello stadio di Wembley a Londra. Qualche passo avanti e si accede alle tribune e alle aree «premium». La differenza che colpisce di più rispetto all’attuale Meazza sono proprio le aree premium, 12.500 posti sui 60 mila totali previsti: bar extralusso con vetrate che danno sul campo di gioco. Luoghi dove mangiare, bere e fare due chiacchiere prima, durante e dopo la partita. Un approccio molto americano all’evento sportivo. Si tratta di spazi esclusivi grazie ai quali rossoneri e nerazzurri pensano di moltiplicare i ricavi dello stadio per ogni singolo match e portarli sui livelli dei top club come Barcellona e Real Madrid. Sarà interessante capire quanto costerà guardare la partita da queste postazioni collocate in vari punti lungo il perimetro delle tribune e offerte, almeno in parte, agli sponsor. La previsione è facile: prezzi salatissimi. Anche perché dall’attuale capienza del Meazza, 78 mila posti, si passerebbe a una nettamente inferiore, 60 mila posti, addirittura 48 mila «normali» sottraendo i posti premium, come nota il promoter Claudio Trotta di Barley Arts.
 

Il filmato di Populous dà la possibilità di dare un’occhiata dall’alto anche a tutta l’area interessata dal progetto. Oltre al nuovo stadio, infatti, nella zona sono previsti un grattacielo denominato per ora Signature Tower, un altro grattacielo un po’ più piccolo destinato a ospitare un hotel e un centro commerciale sotterraneo indicato come Lifestyle Center. Tra lo stadio e il grattacielo è disegnata una grande piazza circondata dal verde in cui passeggiare, correre o sedersi a leggere un libro e una serie di edifici più piccoli per uffici con tanto di tetto con giardino. In pratica, un nuovo quartiere dove oggi c’è lo stadio Meazza, che Milan e Inter chiedono al Comune, proprietario dello stadio, di poter demolire. Una rivoluzione urbanistica da 1,2 miliardi di euro di investimento (650 milioni di euro per l’impianto sportivi, 550 milioni per il distretto multifunzionale).

Cifre su cui si fonda anche il progetto Manica-Sportium, che prevede uno stadio dalla forma ovale, più simile ad alcuni impianti europei come l’Allianz Arena di Monaco di Baviera. La particolarità del disegno Manica-Sportium è rappresentato dai due anelli esterni sovrapposti, a rappresentare l’alleanza tra Milan e Inter per la realizzazione del nuovo impianto. Nell’area a nord del Meazza, anche in questo caso da abbattere, sono disegnati tre grattacieli, uno più alto, gli altri due più bassi. Nel terreno dell’attuale impianto, invece, il progetto prevede un enorme prato per ricordare che era il luogo dove una volta c’era la Scala del calcio. Ma la strada per demolire il Meazza è ancora lunga. Il sindaco Giuseppe Sala spera che alla fine rispunti l’opzione della ristrutturazione di San Siro. La Lega, intanto, ieri ha depositato una mozione che chiede alla Giunta comunale di candidare il Meazza nella lista dei beni patrimonio dell’Unesco. Come un monumento da preservare, senza se e senza ma.