FRANCESCO FELICE
Cronaca

Rivisitazione delle case di ringhiera

Francesco Felice

Buonfantino*

Tra porta Garibaldi e Porta Nuova, in una Milano ultra-contemporanea se consideriamo il vicino Bosco verticale e l’Unicredit Pavillion, sopravvivono numerose case di ringhiera, le abitazioni tipiche della città meneghina dei primi anni del Novecento. Antico e moderno si fondono trovando ognuno la sua giusta collocazione, senza invadere spazi e sovrastare: da una parte la storia, le origini, le peculiarità di una città, dall’altra il nuovo che avanza, il futuro che si affaccia, le esigenze di un popolo all’avanguardia che aumentano. Le due realtà sono ben definite, ma non per questo lontane. Accade anche, nella Milano che sperimenta tutto e non si tira mai indietro, che il passato si reinventi e trovi un suo significato nella frenetica vita di oggi. In via Monte Grappa 16 un vecchio edificio del 1882, con una facciata fronte strada e la classica corte interna abbastanza degradata, è stato riqualificato. L’intervento è molto interessante innanzitutto perché è stata mantenuta la sua funzione originaria di casa di ringhiera, seppur di lusso, e poi perché a osare stavolta è stato uno studio di architettura italiano. Westway Architects di Luca Aureggi e Maurizio Condoluci è uno studio romano e il tentativo di makeover ci sembra davvero ben riuscito. Oggi l’edificio è destinato a un uso residenziale e commerciale; la facciata, pur tenendo fede ai vincoli paesaggistici, vanta elementi nuovi, come una lunga vetrata a esaltare gli ultimi due piani; il fine, come spiega l’architetto Maurizio Condoluci “è di rompere il rigore della facciata ottocentesca e di dichiarare la contemporaneità dell’intervento, declinandola in tutti gli aspetti progettuali: impianto distributivo interno, caratteristiche costruttive, materiali, standard abitativi, prestazioni energetiche elevate fino alla destinazione d’uso mista”. Una volta varcato il portone, tutto cambia: i pavimenti sono in legno fino al terzo piano e in pietra di Bedonia dal quarto al sesto piano. Il ballatoio non è più a uso condominiale, ma spazi esterni e verdi delle abitazioni con accesso attraverso una porta. In tutto 25 appartamenti di diversa tipologia e dimensione, finemente curati con materiali di pregio. Due piani sono interrati e destinati al garage, il piano terra ospita negozi e attività commerciali, i 4 piani superiori ospitano bi e trilocali. *Gnosis Progetti

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