MILANO 13/09/2014 - DUOMO - RITO DELLA NIVOLA ESPOSIZIONE DEL SANTO CHIODO - MESSA PRESIEDITA DAL CARDINALE ANGELO SCOLA - FOTO MARMORINO/NEWPRESS
MILANO 13/09/2014 - DUOMO - RITO DELLA NIVOLA ESPOSIZIONE DEL SANTO CHIODO - MESSA PRESIEDITA DAL CARDINALE ANGELO SCOLA - FOTO MARMORINO/NEWPRESS

Milano, 13 settembre 2014 - Il rito della nivola, uno dei riti più antichi e suggestivi della chiesa ambrosiana, si è svolto, come ogni anno nel Duomo di Milano. Il rito della nivola celebra la liturgica dall'esaltazione della croce. La 'nivola' è un baldacchino, lungo e largo 3 metri, a forma di nuvola (da qui il termine dialettale di nivola) montato su un ascensore che viene mosso con un sistema di funi e carrucole collegate ad un duplice argano. Sulla 'nivola' prende posto l'arcivescovo di Milano per salire fino al reliquiario, posto sulle volte del presbiterio, per prelevare il Santo chiodo e portarlo a terra, dove rimarra' esposto per tre giorni.

La reliquia del Santo chiodo conservata nel Duomo di Milano che, secondo la tradizione, è uno sei chiodi della crocifissione di Gesù.  Secondo una consuetudine che risale a San Carlo Borromeo l'esposizione avviene il sabato, la domenica e il lunedi' piu' vicini alla festa liturgica dell'esaltazione della Santa croce che ricorre il 14 settembre.

 "Si rinnova questo profondo rito cosi' caro al cuore dei milanesi - ha detto l'arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola - mentre la città è attraversata adesso da visitatori e cittadini e dalle ansie che si portano nel cuore". L'arcivescovo ha quindi ricordato la processione del Santo chiodo dello scorso 8 maggio, quando la reliquia è stata portata nei luoghi della sofferenza, del lavoro, dell'immigrazione, dell'economia. "Mostriamo nella vita - ha detto Scola - il rapporto tra il crocifisso risorto e il presente travagliato di questa societa', mostriamo il rapporto tra il crocifisso risorto e l'edificazione del nuovo umanesimo che la citta' ha bisogno di trovare in un'epoca di cambiamenti".  "In questo tempo di travaglio - ha concluso - dobbiamo essere lampade accese di coraggio, speranza e voglia di vivere".