Gualtiero Marchesi
Gualtiero Marchesi

Milano, 24 agosto 2018 - La saracinesca è abbassata, il cartello recita: «Chiuso per ferie». Nessuna data di riapertura. No, perché il ristorante Marchesi e il bar-caffetteria Il Marchesino di fianco al Teatro alla Scala – l’eredità culinaria lasciata a Milano dallo chef Gualtiero Marchesi scomparso lo scorso 26 dicembre – non riaprirà a settembre, dopo le ferie, come di consueto, ma più in là, non prima della fine di ottobre. I gestori del Marchesino, cioè gli eredi del Maestro, hanno già avvisato i clienti via Internet che «i lavori di rinnovamento dei locali dureranno fino a ottobre».

Il restyling è finalizzato a un progetto italo-francese. Enrico Dandolo, amministratore unico della Marchesi Milano srl e genero del grande chef, spiega che «la ristrutturazione dei locali ha l’obiettivo di realizzare l’accordo tra Marchesi e il marchio francese di pasticceria Ladurée, un’idea già portata avanti da Gualtiero Marchesi prima della sua scomparsa. La collaborazione con il marchio francese, non a caso, era indicata nel progetto con cui abbiamo partecipato e vinto il bando che ha riconsegnato i locali di fianco alla Scala a Marchesi Milano srl per altri dieci anni».

Lo scorso 27 dicembre – per uno strano scherzo del destino proprio il giorno dopo la morte di Marchesi – la Fondazione Teatro alla Scala, proprietaria dell’immobile che ospita Il Marchesino, ha riassegnato alla Marchesi Milano srl quei locali per altri dieci anni (lo chef stellato era sbarcato di fianco al Tempio del Piermarini nel 2008, dopo aver lasciato L’Albereta). Una riassegnazione avvenuta dopo un bando europeo – due le offerte pervenute alla Scala: Marchesi e Real 2 srl di Vincenzo Morabito – che impone al concessionario, Marchesi in questo caso, un’ampia ristrutturazione degli ambienti. Una condizione che i gestori del Marchesino vogliono rispettare proprio con il restyling dei locali appena annunciato. «I lavori inizieranno la settimana prossima con lo smantellamento degli attuali arredi e dureranno almeno due mesi – continua Dandolo –. Il Marchesino sarà completamente ripensato con una formula Italia-Francia, un modo per integrare negli stessi spazi due marchi di eccellenza. Uno dei valori aggiunti dell’intesa è che l’Italia, in questo caso Marchesi, potrà riappropriarsi dei “macarons’’. Sì, perché la storia narra che la ricetta venne esportata da Caterina de’ Medici in Francia. E attualmente Ladurée è una delle eccellenze mondiali nella produzione dei “macarons’’».

L'amministratore unico di Marchesi Milano srl aggiunge che «bisogna ancora definire nei dettagli l’intesa tra Marchesi, Ladurée e Fondazione Scala, anche in tema di marchio finale da esporre. La Fondazione vuole che il marchio “Teatro alla Scala’’ resti in evidenza anche nel ristorante. Marchesi e Ladurée pensano che i loro due marchi abbiano rilevanza, anche perché si tratta di un’innovativa collaborazione Italia-Francia nel campo della ristorazione e della pasticceria. Un progetto che nelle intenzioni di Gualtiero Marchesi e David Holder (l’attuale proprietario di Ladurée, ndr) punta ad avere un rilievo internazionale. In altre parole il locale di fianco alla Scala potrebbe essere il modello per altri locali simili in altre parti del mondo».