Uno straniero al Caf della Cgil di Milano per presentare la domanda di reddito
Uno straniero al Caf della Cgil di Milano per presentare la domanda di reddito

Milano, 5 novenbre 2019 - Per anni ha lavorato come operaio nella Bergamasca, fino a quando ha perso il lavoro e presto è precipitato «in uno stato di assoluta povertà». K.I., originario del Senegal, ha presentato richiesta per ottenere il reddito di cittadinanza. «Sono in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legge - racconta - ma la domanda risulta ancora sospesa». E oggi l’uomo, che vive in Italia da più di 10 anni, presenterà ricorso davanti al Tribunale di Bergamo, assistito dall’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) che sta portando avanti una serie di cause pilota anche a Milano, dove l’udienza è stata fissata per l’11 dicembre. La sua storia è comune a quella di migliaia di altri stranieri che, da luglio, attendono che l’Inps sblocchi le loro richieste per ottenere il sussidio. L’impasse deriva dall’emendamento che prevede l’obbligo per tutti i cittadini extra Ue di produrre anche «certificazione, spesso impossibile da reperire», spiega l’avvocato Alberto Guariso, che sta seguendo alcuni dei ricorsi. Documentazione «rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana» che attesti la situazione reddituale e patrimoniale all’estero e la composizione del nucleo familiare, con l’obiettivo di evitare abusi.

Un provvedimento che, di fatto, da luglio ha provocato il congelamento di tutte le domande presentate dagli extracomunitari, per effetto di una circolare Inps. Presto l’esecutivo dovrebbe fare chiarezza. È pronto, dopo mesi di ritardo, il decreto dei ministeri del Lavoro e degli Esteri con l’elenco dei Paesi nei quasi è «oggettivamente impossibile» ottenere la documentazione, anche per problemi legati al sistema catastale. Ma questo, secondo l’associazione, risolverebbe solo una parte del problema. «Requisiti stringenti e discriminatori come il permesso di lungo periodo e i 10 anni di residenza - prosegue l’avvocato Guariso - hanno tagliato fuori gran parte degli stranieri,visto che fino a luglio solo il 6% delle domande accolte riguardava cittadini non comunitari». Poi, altro fronte aperto, c’è l’eccezione di incostituzionalità della legge sul reddito di cittadinanza presentata da Asgi e da altre associazioni, contestando i due requisiti. Tra le persone in questi giorni si sono rivolti all’Asgi c’è anche una donna nata in Serbia, che vive in Italia dal 1988, titolare del permesso di soggiorno di lungo periodo. Abita a Lodi. Ha due figli maggiorenni, cittadini italiani. E la sua storia suona come una ulteriore beffa. «A settembre 2018 ho iniziato a percepire il Reddito di inclusione ma quando è entrata in vigore la misura del reddito di cittadinanza ho fatto immediatamente domanda e ho visto così il mio Rei decadere. La mia domanda di reddito di cittadinanza è ancora sospesa, ho problemi di salute e non so come pagare le cure».