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8 mar 2021

La misteriosa scomparsa di due ventenni e l'incubo psico-sette

Si sono allontanati da Piacentino e Modenese, non si conoscevano ma sarebbero stati fotografati insieme in Centrale

8 mar 2021
gabriele moroni
Cronaca
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I due fotografati in Centrale
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I due fotografati in Centrale

Milano Passa per Milano e qui si ferma il mistero di due giovani scomparsi, a due mesi di distanza, rispettivamente da Piacenza e dal Modenese. Le madri di entrambi li hanno riconosciuti in una fotografia che li riprenderebbe alla Stazione Centrale, il 18 febbraio. Un enigma sul quale potrebbe allungarsi l’ombra delle psico-sette. Alessandro Venturelli, 20 anni, sparisce da Sassuolo (Modena) il 5 dicembre 2020. Tracce e notizie di Stefano Barilli, 23 anni, di Piacenza, si perdono l’8 febbraio.

Ma spunta la fotografia che pare accomunare ragazzi che non risulta si conoscessero. "La foto - dice la madre di Stefano, Natascia Sbriscia - è stata scattata alle 19 del 18 febbraio da una telespettatrice che aveva assistito la puntata di ‘Chi l’ha visto?’. Era in Centrale a Milano. Quando mi è stata mostrata, ho subito notato la somiglianza: i capelli, il viso, per quanto coperto dalla mascherina, bianca come quella che portava Stefano. Il mio unico dubbio era il loden scuro che indossava, troppo largo. Il 2 marzo ho girato la foto alla famiglia del ragazzo di Sassuolo. Lo hanno riconosciuto genitori, zia, cugini". Natascia si è rivolta all’avvocato milanese Ilaria Sottotetti, che ha chiesto la collaborazione dei City Angels.

Stefano Barilli si smaterializza lasciando un vestito nuovo steso sul letto e una lettera dove ha scritto "So che non capirete il mio gesto". Porta con sé poca biancheria intima, patente, carta d’identità, codice fiscale, Sim del telefonino ma non l’apparecchio, hard disk del computer fisso, dizionario di tedesco. "Due giorni prima - dice la madre - era tornato da Zurigo. Si era fermato un mese, diceva che cercava finanziamenti per una startup. Ha cancellato le tracce da cellulare e pc. Sono spariti le sue carte e il quaderno da dove aveva strappato il foglio per scrivere la lettera. Negli ultimi tempi aveva aperto e chiuso diversi conti correnti. Ne è rimasto uno, dove sono registrate solo le operazioni in Svizzera. Non sono i comportamenti di chi ha deciso di togliersi la vita, ma di chi non vuole lasciarsi niente alle spalle. Penso che ci sia dietro un’organizzazione, una psico-setta". 

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