Milano, 13 dicembre 2018 - Gestivano l'occupazione abusiva delle case popolari di MilanoCarabinieri in azione, questa mattina all'alba, per eseguire un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone - 7 italiani, 1 colombiano ed 1 peruviano - appartenenti all'area antagonista milanese, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata all'occupazione abusiva di immobili di proprietà pubblica e alla resistenza a pubblico ufficiale. L'operazione, denominata "Robin Hood", ha però portato a indagare a piede libero in tutto 75 persone, che ruotavano attorno al centro sociale 'Base di solidarietà popolare' e che hanno formato il "Comitato abitanti Giambellino".

Stando alle indagini, il comitato "distribuiva" le case di edilizia popolare Aler sfitte a propri amici, parenti e familiari, che non erano in graduatoria o non ne avevano il diritto. Quando qualche famiglia esterna al circuito provava a mettersi contro, veniva minacciata. Reazione violenta organizzata dal gruppo in un'occasione anche nei confronti di una pattuglia dei carabinieri, che era stata chiamata da alcuni residenti; i militari, accerchiati da una trentina di manifestanti, in quell'occasione erano stati costretti ad andare via. Tutte queste circostanze hanno portato a configurare anche i reati di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti degli arrestati (molti con precedenti specifici).

Carabinieri, colpo al racket delle case abusiveL'organizzazione era ormai talmente collaudata - solo le indagini sono durate tre anni - che esponeva nel quartiere cartelli con numeri di telefono a cui chiamare in caso di avvistamento di un ispettore o delle forze dell'ordine: quando questo avveniva, grazie ad una telefonata il gruppo faceva arrivare sul posto anche 70 o 100 persone per impedire lo sgombero.Gli inquirenti non hanno però dimostrato che in cambio dell'aiuto a forzare le serrature, scassinare le porte e allacciarsi abusivamente alle utenze, gli appartenenti all'associazione ricevessero denaro. La ricompensa, stando a quanto riferito dal procuratore aggiunto Alberto Nobili, era pero' il consenso del quartiere attorno al centro sociale e al comitato, che "aiutava" le famiglie senza casa spinto "da una matrice ideologica anarco-insurrezionalista", quasi per "togliere ai ricchi per dare ai poveri", come Robin Hood, appunto. "Inaccettabile che si sostituissero allo Stato" ha affermato il magistrato, pur ammettendo le "carenze" e la lentezza nelle assegnazioni.  Le "piu' danneggiate - pero' - erano le famiglie a cui legittimamente spettava l'alloggio e che venivano scavalcate da quelle selezionate in modo totalmente arbitrario dal gruppo", ha ricordato il comandante provinciale dei carabinieri Luca De Marchis. 

Nell'ordinanza, scritta dal gip di Milano Manuela Cannavale, si legge che "la presunta associazione per delinquere aveva uno scopo comune: una propagandata 'giustizia sociale' a tutela del diritto della casa, volta a creare una soluzione all'emergenza abitativa, parallela e contrapposta a quella offerta dalle Istituzioni".  Gli arrestati, spiega ancora il gip che ha firmato l'ordinanza su richiesta del pm Piero Basilone, "intendevano, con mezzi leciti ed illeciti, impedire gli sgomberi di immobili abusivamente occupati da parte di Aler e delle Forze dell'Ordine, occupare e/o organizzare occupazioni abusive, mantenere il possesso degli immobili abusivamente occupati, combattere le Istituzioni a colpi di occupazioni (per ogni sgombero, due occupazioni abusive), in modo da portarle all'esasperazione". 

Base Popolare di via ManzanoI militari del comando provinciale di Milano hanno eseguito le notifiche in appartamenti di edilizia popolare in zona Giambellino. Contemporaneamente, sono state poste sotto sequestro nove abitazioni di proprietà dell'Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale) occupate abusivamente. Tra queste anche il centro sociale 'Base di solidarietà popolare' che si trova in via Manzano 4, nel quartiere Lorenteggio-Inganni. Gli operatori dell'Aler hanno sigillato l'immobile applicando lastre di ferro alle finestre e agli ingressi. Davanti alla sede si è riunito un piccolo gruppo di antagonisti che si è subito allontanato senza alcuna contestazione. L'indagine è iniziata nell'ottobre 2016 e ha dimostrato l'esistenza di un gruppo che agevolava l'occupazione abusiva degli immobili in cambio di soldi. Facevano tutti parte del "Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio", collegato al centro sociale.

Durante lo sgombero di questa mattina sono state 8 le famiglie con bambini allontanate dalle case e ricollocate in altri alloggi con il supporto del Comune. Per l'operazione, che e' ancora in corso, sono stati impiegati 190 uomini dell'Arma, di cui 90 per la cattura e per le perquisizioni; altri 100 fra polizia e carabinieri dei reparti mobili per garantire l'ordine pubblico.

 

"NON TROVERETE NIENTE" - "In questa casa c'è tanta polvere, sporco e tanti libri. Non troverete altro". Queste le parole di uno dei destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari notificata in un appartamento in via Giambellino. Si tratta di uno studente dell'università Statale di Milano, già laureato con una triennale in filosofia con 110 e lode e una residenza ufficiale in pieno centro. Nel 2014 il giovane era già stato arrestato per resistenza in occasione dello sgombero del centro sociale 'Base di solidarietà popolare' in via Manzano, poco distante dall'appartamento in cui viveva. In casa c'era un altro ragazzo che è risultato estraneo al provvedimento. L'appartamento, occupato abusivamente, era in disordine e aveva i servizi igienici mal funzionanti.

"NON SIAMO UN RACKET" - La risposta del "Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio" è affidata ai social. Sul profilo Facebook si legge: "Chiunque abbia un po' di sale in zucca conosce la differenza fra lottare ed essere un racket. Noi non abbiamo mai preso soldi per nulla, perché noi non siamo una cricca di mafiosi, ma un comitato di solidarietà! E la differenza fra queste due cose è abissale". Il Comitato ha poi anche annunciato un corteo che alle 18 partirà da piazza Tirana: "Rispondiamo compatti
all'attacco subito!", hanno scritto ancora sulla propria pagina Facebook, chiamando a raccolta tutti gli abitanti del quartiere: "Abbiamo deciso di unirci per non abbassare la testa. Non sarà quindi una ridicola accusa a fermarci!".

FONTANA: "BENE, COLPIRE CHI E' SCORRETTO" - "A Milano ottimo intervento delle forze dell'ordine, che ringrazio, contro il racket delle occupazioni abusive: questa è la linea da seguire, chi si comporta in modo scorretto deve essere duramente colpito". E' quanto ha scritto su Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commentando l'operazione dei carabinieri nei quartieri Giambellino-Lorenteggio. "Regione Lombardia sosterrà sempre la lotta ai 'furbi' mentre, come appena fatto, premierà coloro che, seppur in difficoltà economiche, adempiono al proprio dovere" ha aggiunto Fontana, riferendosi alla delibera approvata martedì dalla giunta regionale che azzera il canone d'affitto per tre anni agli anziani indigenti che vivono nelle case Aler.

SALVINI: "NESSUNA TOLLERANZA PER CRIMINALI" - "Nessuna tolleranza per i criminali che 'rubano' un bene pubblico strappandolo a chi ne ha diritto". E' il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini rigaurdo gli arresti di questa amttina a Milano. "Grazie e complimenti alle forze dell'ordine e agli investigatori. Da parte mia - ha concluso Salvini - la promessa di continuare la battaglia della legalità". 

DE CORATO: "ANNI CHE DENUNCIO" -  Soddisfatto l'assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato, perchè "sono anni che continuo a denunciare una connivenza tra occupazioni abusive e centri sociali. Oggi, finalmente, si e' tolto il coperchio alla pentola procedendo con i primi arresti e tutto, anche se era gia' ovvio, adesso e' piu' chiaro". Nel mirino dell'assessore ci sono "pseudocomitati come quello degli 'abitanti Giambellino e Lorenteggio'" che "gestivano l'occupazione abusiva nella case popolari". In via Manzano 4 c'era la loro sede operativa, denominata 'Base di solidarieta' popolare', che e' stata, insieme ad altre otto abitazioni Aler, sequestrata". Ma per De Corato era tutto "chiaro da tempo: bastava entrare nei quartieri popolari Lorenteggio-Giambellino per vedere scritte che inneggiavano all'occupazione" e ora spera in un replay in via Gola (zona Navigli), via Tracia (zona San Siro), via Bolla (zona Gallaratese) dove "i centri sociali la fanno da padroni mobilitandosi ogni volta per impedire gli sgomberi".