L'arresto dell'uomo
L'arresto dell'uomo

Milano, 4 aprile 2018 - I pm Gianluca Prisco e Luca Gaglio hanno chiesto una condanna a 9 anni di carcere per l'uomo che venne fermato il 4 ottobre scorso dalla squadra mobile con l'accusa di violenza sessuale aggravata per un'aggressione, avvenuta qualche settimana prima, nei confronti di una bimba di 6 anni a Milano in via Bramante, in zona Chinatown. Dalle indagini venne a galla che il presunto pedofilo due anni fa aveva abusato, dopo averla individuata e seguita, anche di un'altra bambina affetta da sindrome di Down.

Il nuovo episodio di violenza emerso dall'inchiesta a carico dell'uomo - scarcerato nel gennaio 2016 dopo essere stato condannato nel 2013 per tentata prostituzione minorile, atti osceni e corruzione di minorenni a 4 anni e 3 mesi (avrebbe usato lo stratagemma di tenere in auto peluches per adescare ragazzine) - risaliva a 2 mesi dopo la sua uscita dal carcere, ossia al marzo 2016. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, l'uomo, due mesi dopo la scarcerazione, aveva individuato la sua "preda" in un ascensore di una fermata della metropolitana a Milano e l'aveva seguita a lungo fino a molestarla in un luogo appartato. Il 3 ottobre scorso, poi, gli investigatori, in accordo con la Procura, avevano deciso di diffondere le immagini, ricavate dalle telecamere di sorveglianza, dell'uomo che si allontanava dopo gli abusi nei confronti della bimba cinese avvenuti qualche settimana prima. E grazie proprio a quelle immagini e ad una segnalazione, l'uomo era stato riconosciuto e fermato a Monza

Oggi nel loro intervento davanti al gup i pm hanno chiesto che a Marziano, "socialmente pericoloso", non venga riconosciuto alcuno sconto di pena (se non quello di un terzo per il rito  abbreviato) e che ai due fatti di violenza sessuale, come già riconosciuto da molte sentenze a Milano, non venga applicata la continuazione ma che le due pene (7 anni per l'ultima violenza, 2 anni per la prima) si sommino. Il legale di parte civile, l'avvocato Laura Panciroli, che assiste la piccola cinese e i suoi familiari, ha chiesto un risarcimento a carico dell'imputato di 30mila euro, con 15mila euro di provvisionale. La sentenza nel processo abbreviato davanti al gup Elisabetta Meyer è prevista per l'8 maggio.