Scontro sulle nuove licenze taxi, scatta il ricorso sulla delibera: “Il Comune scarica tutto su di noi”

Causa al Tar contro le regole del bando. Nel mirino il costo fissato a 96.500 euro e gli sconti garantiti per trasporto disabili (20%) e notti (30%)

Persone in coda in attesa di un taxi libero a Milano
Persone in coda in attesa di un taxi libero a Milano

Milano – Il ricorso era nell’aria da giorni. E alla fine è arrivato. I tassisti impugnano la delibera di Giunta del 9 novembre che ha stabilito i criteri per il bando da 450 nuove licenze.

La decisione è stata comunicata ieri dai rappresentanti di Tam, Satam, Unione Artigiani e centrali radio 8585 e 4040. Nel mirino ci sono la valutazione "sul costo d’acquisto" delle licenze già in essere, fissato a 160mila euro, e il meccanismo di sconti garantiti a chi si impegnerà ad allestire l’auto bianca per il trasporto disabili e a chi garantirà un impegno di cinque anni nei turni notturni.

Secondo i tassisti, i parametri non sarebbero in linea con il Dl Asset, che ha dato ai Comuni capoluogo la possibilità di indire concorsi straordinari per incrementare le licenze fino al 20% in più rispetto alle cifre attuali. "La nostra presa di posizione – spiega Claudio Severgnini, presidente del Tam – non vuole essere una presa di posizione contro il miglioramento del servizio, ma contro la strumentalizzazione politica che questa amministrazione sta perpetrando, eludendo le proprie responsabilità sulla gestione del traffico e della sicurezza in città e responsabilizzando esclusivamente la categoria taxi". Tradotto: il problema di carenza di macchine in determinate giornate c’è, ma la soluzione va trovata insieme, tenendo presente, a giudizio dei conducenti, che l’elevato numero di chiamate inevase (specie di notte e nei weekend) non può essere attribuito solo al ridotto numero di veicoli in circolazione, ma anche a questioni legate alla viabilità e alla sicurezza.

"Confidiamo che l’amministrazione – la chiosa nella nota – voglia riconsiderare la propria posizione in ordine ai punti indicati, che reputiamo in contrasto con la normativa vigente". Il bando non è stato ancora pubblicato da Palazzo Marino, ma i sindacati impugneranno pure quello appena possibile. Lo scorso 5 dicembre, l’Autorità di regolazione dei trasporti ha dato l’ultimo via libera al Comune, ritenendo "ragionevole" il calcolo che ha portato l’amministrazione a fissare a 86.829 euro il costo di ognuna delle 450 nuove autorizzazioni da mettere a bando, raccomandando di descrivere meglio le regole e i vincoli su mezzi per disabili e turni notturni che hanno spinto Amat ad aumentare la cifra a 96.500 euro (quasi certamente quella definitiva).

Gli esperti di mobilità sono partiti da una stima del valore medio delle compravendite delle licenze in circolazione: in mancanza di dati ufficiali, la ricognizione degli annunci pubblicati sui portali web (Assotaxi, InTaxi, Milanoradiotaxi e 8585) ha individuato la cifra di 160mila euro. Da lì è partita un’ulteriore elaborazione matematica, che ha tenuto conto degli sconti per servizio per disabili (20%) e a notturni (30%). Risultato: il prezzo "giusto" è 96.500 euro. Per i tassisti, i dati ufficiali per avere una media reale del costo delle licenze ci sono eccome: quelli comunicati al Comune da coloro che cedono la loro autorizzazione, centinaia ogni anno per vari motivi.

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