L’associazione ChangeTheGame ha censito 86 casi, fra il 2015 e il 2019, di molestie e abusi sessuali nel mondo dello sport in Italia, quasi tutti ai danni di minorenni. Ma è solo la punta dell’iceberg, perché tanti episodi restano sotto silenzio e i campanelli d’allarme vengono sottovalutati. "Le denunce non arrivano – spiega Daniela Simonetti, fondatrice...

L’associazione ChangeTheGame ha censito 86 casi, fra il 2015 e il 2019, di molestie e abusi sessuali nel mondo dello sport in Italia, quasi tutti ai danni di minorenni. Ma è solo la punta dell’iceberg, perché tanti episodi restano sotto silenzio e i campanelli d’allarme vengono sottovalutati. "Le denunce non arrivano – spiega Daniela Simonetti, fondatrice dell’associazione – perché chi denuncia viene messo in un angolo ed emarginato. Negli spogliatoi vige l’omertà, che è difficile da scalfire". Qualcosa, però, si sta muovendo. ChangeTheGame e altre associazioni parteciperanno a gennaio al tavolo tecnico aperto dal ministero dello Sport per affrontare, per la prima volta dopo anni di appelli, il problema. "Noi chiediamo che venga resa obbligatoria la presentazione dei certificati penali per i collaboratori sportivi – spiega Simonetti – la radiazione per chi si macchia di molestie e abusi sessuali, formazione per chi lavora a contatto con bambini e ragazzi, sanzioni severe e l’aggiornamento di codici di giustizia delle federazioni in alcuni casi rimasti fermi a un’altra epoca". Un giro di vite e, nello stesso tempo, percorsi di formazione per allenatori e tecnici anche nell’ambito dello sport dilettantistico.

Quelli venuti a galla sono spesso i casi di abusi più gravi, ma esiste una “zona grigia“ fatta di allusioni, messaggi insistenti e fuori luogo, frasi spinte e in generale la creazione di una sudditanza psicologica, che passa anche attraverso l’insulto e le urla in campo. E le più colpite sono quasi sempre le donne. "I casi più frequenti sono nel calcio ma solo per una ragione di numeri – prosegue Simonetti – ci sono problemi anche nell’equitazione, nel volley e in quasi tutti gli sport. Sono stati fatti passi avanti, ma la strada è ancora lunga per arrivare a un cambiamento culturale".

Andrea Gianni