Milano, 17 settembre 2019 - Un militare di 34 anni, il caporalmaggiore dell'Esercito Matteo Toia, è stato aggredito stamattina, martedì 17 settembre, in piazza Duca d'Aosta e ferito alla gola e alla schiena con un colpo di forbici. Le ferite fortunatamente non sono profonde: il militare, cosciente, è stato trasportato in codice verde all'ospedale Fatenebefratelli per le cure del caso. Non è in pericolo di vita. L'aggressore, è stato subito bloccato dai carabinieri, in zona per un'attività di controllo del territorio. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti delle Volanti. L'uomo ha urlato "Allah akbar" mentre i carabinieri del Reggimento Lombardia lo stavano immobilizzando.

L'uomo - poi identificato come il 23enne yemenita Mahamad Fathe, docimiciliato nel Mantovano ma col permesso di soggiorno scaduto e dunque irregolare sul territorio nazionale - è stato arrestato con l'accusa di attentato per finalità terroristiche o eversione, tentato omicidio e violenza. È bastata la frase "Allah akbar" urlata dopo l'aggressione a trasformare il caso in un possibile attentato di matrice islamica. Il 23enne avrebbe detto al pm Alberto Nobili: "Speravo di morire dopo l'aggressione,  volevo raggiungere il paradiso di Allah". Da lui nel lungo interrogatorio, davanti al pm Alberto Nobili (capo del pool antiterrorismo milanese), è arrivata una confessione piena. Ha detto che il suo intento era quello di rimanere ucciso dopo l'aggressione. Agli investigatori e agli inquirenti, che seguono l'indagine, l'aggressione appare come una "azione solitaria". Il giovane al momento non sembra avere legami con cellule terroristiche, anche se gli accertamenti sul punto vanno avanti. Sull'accaduto indagano i militari della Compagnia Duomo e del Nucleo informativo.