Alla notizia che uno degli ospiti è risultato positivo al Coronavirus, al Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di via Quintiliano 46, a pochi passi da via Mecenate, lunedì si è scatenato il panico: tra i 45 richiedenti asilo accolti nella struttura gestita dalla cooperativa sociale Angel Service molti erano intenzionati a scappare. Forse si aspettavano, immediatamente, i tamponi per tutti. E la prospettiva di dover trascorrere un periodo di quarantena ha infiammato ancora di più gli animi. Sono dovuti intervenire i poliziotti del vicino commissariato Mecenate a riportare la calma e a presidiare il sito dove ora sono tutti in isolamento. Eccetto il primo ospite...

Alla notizia che uno degli ospiti è risultato positivo al Coronavirus, al Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di via Quintiliano 46, a pochi passi da via Mecenate, lunedì si è scatenato il panico: tra i 45 richiedenti asilo accolti nella struttura gestita dalla cooperativa sociale Angel Service molti erano intenzionati a scappare. Forse si aspettavano, immediatamente, i tamponi per tutti. E la prospettiva di dover trascorrere un periodo di quarantena ha infiammato ancora di più gli animi.

Sono dovuti intervenire i poliziotti del vicino commissariato Mecenate a riportare la calma e a presidiare il sito dove ora sono tutti in isolamento. Eccetto il primo ospite positivo, un trentenne del Ghana, che è stato subito accompagnato nella palazzina del Comando Aeroporto di Linate dell’Aeronautica militare a disposizione di chi, affetto da Covid ma senza necessità di ricovero, ha bisogno di un posto per trascorrere la quarantena. Il "caso positivo", spiegano dalla Prefettura, dove già lunedì si è svolto un incontro con i gestori del centro e Ats, è emerso a seguito di un tracciamento in ambito lavorativo. In altre parole, il trentenne, che lavora come magazziniere, è stato sottoposto a tampone perché "contatto stretto" di un collega contagiato dal virus. Lunedì è stato reso noto il risultato del test: positivo. Così è scattato subito l’isolamento a Linate per il giovane, che è asintomatico. L’Ats ha poi raccomandato l’isolamento per tutti gli altri 44 richiedenti asilo e per i 5 operatori del polo di via Quintiliano, considerando che la struttura ha spazi ampi e con grandi camerate perché si privilegia la vita di comunità, situazione in cui il contatto diretto tra le persone è inevitabile.

Per vigilare sul rispetto della quarantena, il prefetto Renato Saccone ha disposto un presidio costante che viene effettuato dall’Esercito in collaborazione con la polizia. All’ingresso restano parcheggiate pure le biciclette di molti richiedenti asilo che lavorano come rider e che per qualche tempo dovranno stare a riposo forzato. Tutti saranno sottoposti al tampone nei prossimi giorni e poi il test sarà ripetuto dopo una settimana. Se emergeranno altri positivi, saranno accompagnati a Linate. Adesso il lavoro più impegnativo spetta a mediatori culturali e operatori del centro, che già si sono adoperati per spiegare agli ospiti i motivi della quarantena e la procedura. Ieri mattina non sono mancati altri momenti di tensione perché qualcuno ha lamentato caldo eccessivo. A tal proposito, è stato assicurato che l’aria condizionata resterà in funzione in maniera continuativa. Su 2.032 migranti accolti nei Cas milanesi, 6 sono attualmente positivi (compreso l’ospite di via Quintiliano): tutti sono asintomatici e tutti sono in isolamento. Già a fine aprile per volontà del prefetto era stato avviato uno screening sierologico e di tamponi su base volontaria nei Cas e negli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che è in via di completamento. "Ringrazio le forze dell’ordine – commenta Oscar Strano, presidente del Consiglio di Municipio 4 –. E’ una situazione molto delicata, che il commissariato Mecenate sta gestendo al meglio". "Mi aspetto massima trasparenza su quanto sta accadendo - le parole di Max Bastoni, consigliere regionale leghista- e se dovesse essere confermato che in molti sono rider, anche una verifica delle loro consegne in città".