Lui la lascia, lei lo sfigura con l’acido. E dalla cella tenta di assoldare un sicario

Tamara Masia dovrà rispondere anche per il tentato omicidio di Daniele Polacci . Ha inviato sei lettere in cui minaccia di morte lui e la sua famiglia

Pubblicato il 28 gennaio 2021
Daniele Polacci
Daniele Polacci
MILANO di Anna Giorgi La Procura di Milano ha notificato all’avvocato Fausto Gianelli di Modena la formalizzazione di un’altra accusa, quella di tentato omicidio, a carico di Tamara Masia, la donna di 43 anni che ha sfregiato con l’acido il barista di 23 anni, Daniele Polacci (difesa da Gianelli). La donna dal carcere avrebbe continuato a minacciare Polacci di morte e avrebbe anche tentato di assoldare un sicario, convinta di doversi vendicare del giovane che l’aveva illusa, amata e lasciata dopo pochi...

MILANO

di Anna Giorgi

La Procura di Milano ha notificato all’avvocato Fausto Gianelli di Modena la formalizzazione di un’altra accusa, quella di tentato omicidio, a carico di Tamara Masia, la donna di 43 anni che ha sfregiato con l’acido il barista di 23 anni, Daniele Polacci (difesa da Gianelli). La donna dal carcere avrebbe continuato a minacciare Polacci di morte e avrebbe anche tentato di assoldare un sicario, convinta di doversi vendicare del giovane che l’aveva illusa, amata e lasciata dopo pochi incontri.

Sei lettere, la prima a maggio e l’ultima tre mesi fa, in cui la donna in un grumo di odio e rancore, annuncia vendetta. Erano state anche queste lettere in cui la donna esprimeva un "odio feroce e malato" a convincere il gup Manuela Cannavale a condannare Masia a due anni di carcere in abbreviato, da scontare in una Rems. "Tamara Masia è socialmente pericolosa, e dalla cella ha anche fatto promessa di denaro a una persona per uccidere il ragazzo con cui ha avuto una relazione.

Anche dopo l’arresto gli ha inviato lettere minatorie o, quantomeno, di carattere persecutorio". Così scriveva il gup Cannavale, nelle motivazioni della sentenza di condanna. Per la 43enne che la mattina del 4 gennaio di due anni fa attese l’arrivo del giovane in piazza Gae Aulenti per aggredirlo con l’acido, il giudice ha stabilito due anni di misura di sicurezza, in attesa dell’individuazione di una comunità adeguata.

Nelle motivazioni il giudice scrive ancora che la donna "è scarsamente critica rispetto alle reali conseguenze di quanto da lei posto in essere, in quanto tenta tuttora di sottolineare la propria esasperazione e disperazione, descrivendosi come vessata, maltrattata, abusata e priva di aiuti". La Masia e Polacci si erano conosciuti in una chat di incontri e si erano dati il primo appuntamento in piazza Gae Aulenti.

I due avevano passato qualche ora insieme per un aperitivo poi avevano deciso di trascorrere la notte in un albergo. La donna però aveva da subito mostrato i primi segni di un comportamento che denotava problemi psichiatrici e il giovane dopo qualche incontro si era allontanato. La donna, stando agli atti messi a verbale, aveva chiesto allora un chiarimento e un ultimo appuntamento al quale si era presentata con un flacone di acido e aveva puntato il liquido corrosivo al viso del ragazzo con l’intenzione di sfigurarlo. "Mi hai rovinato la vita", aveva gridato attirando l’attenzione delle persone che quel giorno camminavano sulla piazza, le stesse che avevano chiamato i soccorsi per il giovane.

mail: anna.giorgi@ilgiorno.net

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