ANNAMARIA LAZZARI
Cronaca

Locali e dehors, la rabbia dei gestori: “Sala scarica le sue incapacità su di noi. Siamo vittime della malamovida”

Il presidente del Rainbow District : invece di potenziare i controlli, ci penalizzano. I colleghi: la Giunta preferisce farci chiudere prima e favorisce minimarket e abusivi

Per i gestori dei dehors più limiti e, nelle zone di pregio, rincari all’orizzonte

Per i gestori dei dehors più limiti e, nelle zone di pregio, rincari all’orizzonte

Milano, 14 settembre 2023 –  “In questo momento il Comune sta insabbiando la sua incapacità di contrastare il degrado. Non sono i dehors la causa degli schiamazzi notturni ma il fatto che ci siano attività che, fino alle 5 del mattino e in modo illegale, somministrino e vendano alcolici, dando "benzina" a chi non ha intenzione di andare a dormire. L’ipotesi di una chiusura anticipata è una mossa da parte dell’Amministrazione da sfoggiare nella causa civile in corso (avviata dal Comitato di residenti del Lazzaretto ndr ) scaricando su di noi la responsabilità della malamovida, di cui siamo solo vittime".

Parole di fuoco quelle di Paolo Sassi, presidente dell’associazione Commercianti Porta Venezia Milano Rainbow District, che commenta l’ipotesi di provvedimento ventilata due giorni fa dal primo cittadino. "È chiaro che la riduzione degli orari è un tema" ha spiegato il sindaco Beppe Sala aggiungendo: "Credo che in via Melzo, via Lecco, sia giusto che l’uso dei plateatici dopo mezzanotte venga vietato". Un "attacco” secondo la nota ufficiale diramata ieri dall’associazione che rappresenta quasi una trentina di commercianti in Porta Venezia.

"La soluzione che proponiamo la ripetiamo da mesi: l’introduzione di un’ordinanza che imponga la chiusura di tutti i locali alle 2 di notte, come noi del “District“ facciamo da tempo, e un presidio serrato della Polizia Locale. Chiediamo con forza l’apertura di un tavolo. Se si proseguisse con la linea delle chiusure anticipate siamo pronti a rinunciare a tutti ai dehors, in modo da non versare più neppure un euro di Canone di occupazione di suolo pubblico" aggiunge Sassi, anche titolare di tre locali dell’area (Lecco Milano, Memà Café e una champagneria). "Una mossa per nulla intelligente quella dell’Amministrazione, che nuocerebbe solo agli esercenti, senza risolvere il problema dei decibel. Chiusi i dehors alle 24, i ragazzi non tornerebbero a casa ma si trasferirebbero sui marciapiedi. Aumenterebbero, con la confusione, anche le bottiglie di vetro lasciate in giro che si possono acquistare in alcuni minimarket aperti fino quasi all’alba" rimarca Davide Rossi, titolare del Mono Bar di via Lecco.

Preoccupato della svolta "chiusurista" anche Giovanni De Martino, amministratore della società che gestisce il bistrot Zoocomunale di via Melzo: "Abbiamo quindici dipendenti, è evidente che qualcuno lo dovremmo lasciare a casa. In via Melzo peraltro ci sono solo quasi ristoranti: le uniche emissioni sonore sono le parole scambiate ai tavoli". "È in gioco il futuro del quartiere che amiamo. Se i locali si trasferissero altrove c’è il rischio che Porta Venezia diventi una piccola casbah" conclude Massimo Poggi, proprietario degli store "Ventinove" ed "Es Collection" e tesoriere dell’associazione.