
Le richieste di Genovese. Per l’evasione milionaria patteggiare dieci mesi convertibili in 75mila euro
Milano – Dieci mesi convertiti in 75mila euro. Così Alberto Genovese, ex re delle start up, tramite il suo legale chiede al gup Chiara Valori di chiudere l’inchiesta che lo vede imputato per evasione fiscale. Una proposta che trova il favore della procura - avendo già risarcito il fisco - e su cui il giudice si pronuncerà il prossimo 2 luglio. L’evasione fiscale sfiorerebbe i 4 milioni e 400mila euro tra il 2018 e il 2019. Secondo le indagini della Guardia di finanza, coordinate dai pm Paolo Filippini e Rosaria Stagnaro, l’ex imprenditore Genovese avrebbe usato una holding per evadere, gestire i flussi finanziari derivanti dalle sue attività e partecipazioni societarie.
La holding avrebbe avuto la funzione di provvedere al reperimento delle risorse necessarie per le sue esigenze personali, come l’acquisto e la ristrutturazione della villa a Ibiza. La richiesta dei difensori è stata formalizzata nell’udienza dedicata agli interventi delle difese che vede imputato lo stesso Genovese - più altri due imputati - per l’accusa di aver abusato ripetutamente di due ragazze, tra il marzo 2019 e il novembre 2020, nel suo appartamento in pieno centro a Milano. Anche la ex fidanzata dell’epoca, Sarah Borruso era presente all’udienza e ha reso dichiarazioni spontanee.
L’ultima sfortunata fiamma di Genovese trascinata all’inferno e a processo con la stessa accusa di violenze sessuale per avere assistito agli stupri, aveva presentato appello per vedersi ridotta la condanna a due anni e cinque mesi. Con l’ex fidanzato con cui ha condiviso giochi estremi, droga, e party nella ormai famigerata “Terrazza Sentimento“ non ha più alcun rapporto e durante le udienze sono sempre entrati in aula in momenti diversi senza incrociarsi, o, in alcuni casi senza nemmeno incrociare il loro sguardo.
Nella scorsa udienza la procura aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi e 20 giorni (in continuazione) per l’ex imprenditore già condannato a oltre 6 anni per stupro. I difensori di Alberto Genovese in questa udienza hanno chiesto che venga assolto nel processo con rito abbreviato sul secondo filone di indagine che lo vede accusato di altri episodi di abusi nei confronti di due ragazze rese incoscienti tramite un mix di droghe. I legali Salvatore Scuto e Davide Ferrari hanno poi avanzato una richiesta di assoluzione anche per il reato di intralcio alla giustizia - del quale è accusato anche Daniele Leali, ex braccio destro di Genovese - per aver tentato di offrire poche migliaia di euro alla modella 18 enne vittima del primo processo in cambio di una sua ritrattazione sulle violenze.
Per l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, contestata all’ex re delle startup per una cartella chiamata "La Bibbia 3.0" nella quale la polizia trovò immagini di minori, è stato proposto infine il minimo della pena. Si torna in aula il prossimo 2 luglio, quando prenderanno la parola i difensori di Leali e di Sarah Borruso, ex fidanzata di Genovese a sua volta imputata in abbreviato per uno degli episodi di abusi e per una tentata violenza su una 28enne che risale al febbraio del 2020. La decisione del gup Chiara Valori dovrebbe invece arrivare il 12 luglio, dopo eventuali repliche.