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17 mag 2022

La svolta ambientale? A spese degli inquilini

I residenti in via Gandino hanno scelto un impianto a biomassa. E da sette anni aspettano che MM restituisca loro 236mila euro

17 mag 2022
giambattista anastasio
Cronaca
Gianluigi Giacometti e Massimo Cairo, del Comitato Autogestione di via Gandino
Gianluigi Giacometti e Massimo Cairo, del Comitato Autogestione di via Gandino
Gianluigi Giacometti e Massimo Cairo, del Comitato Autogestione di via Gandino
Gianluigi Giacometti e Massimo Cairo, del Comitato Autogestione di via Gandino
Gianluigi Giacometti e Massimo Cairo, del Comitato Autogestione di via Gandino
Gianluigi Giacometti e Massimo Cairo, del Comitato Autogestione di via Gandino

di Giambattista Anastasio Chi sostiene le scelte sostenibili? In via Gandino succede che debbano sostenerle gli inquilini e che per questo ci stiano smenando parecchi quattrini. Una questione che di privato ha poco: ad essere in debito con gli inquilini è MM, la società che dal primo dicembre 2014 è subentrata ad Aler nella gestione degli alloggi comunali e che è controllata dallo stesso Comune di Milano, quel Comune che delle scelte sostenibili ha fatto una bandiera. Ma in via Gandino, evidentemente, sventola meno che altrove. Basti un numero: 236.000. Tanti sono gli euro che MM deve restituire agli inquilini dalla stagione termica 2015-2016 fino ad oggi. A poco sono servite, finora, le richieste avanzate dai diretti interessati e gli incontri avuti con il personale di MM. Sette anni fa le 138 famiglie che risiedono negli appartamenti del condominio hanno deciso di realizzare a proprie spese un impianto di riscaldamento a biomassa: una scelta sostenibile sia dal punto di vista dell’impatto ambientale sia dal punto di vista economico. Il costo iniziale non è stato indifferente: indicativamente 350.000 euro, fanno sapere Massimo Cairo e Gianluigi Giacometti, entrambi del Comitato di autogestione di via Gandino. Ma le spese per il riscaldamento si sono via via ridotte e presto si ridurranno ancora: "Attualmente paghiamo il 12% in meno rispetto agli anni in cui l’impianto di riscaldamento era alimentato a gasolio – fanno sapere Cairo e Giacometti –. Ma nel 2023 il risparmio crescerà perché quest’anno finiremo di pagare la quota relativa ai costi di realizzazione dell’impianto e alle nuove caldaie arrivando, a quel punto, ad una decurtazione della spesa del 35% rispetto a sette anni fa. Peccato che finora tale riduzione delle spese sia rimasta quasi esclusivamente sulla carta: "Stiamo aspettando che MM ci restituisca la differenza tra le spese di riscaldamento stimate all’inizio della ...

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