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13 nov 2020

“La passione fa scuola”, docufilm da Oscar

Cernusco, l’opera del regista Rino Cacciola in lizza al Festival di Syracuse-New York: protagonisti i ragazzi del Rita Levi Montalcini

13 nov 2020
barbara calderola
Cronaca
Il docufilm racconta sogni, speranze e impegno su più fronti dei giovani
Il docufilm racconta sogni, speranze e impegno su più fronti dei giovani
Il docufilm racconta sogni, speranze e impegno su più fronti dei giovani
Il docufilm racconta sogni, speranze e impegno su più fronti dei giovani
Il docufilm racconta sogni, speranze e impegno su più fronti dei giovani
Il docufilm racconta sogni, speranze e impegno su più fronti dei giovani

di Barbara Calderola Dalle Falde del Kilimangiaro alla macchina da presa. Il regista Rino Cacciola, 55 anni, si contende la palma per il miglior documentario a Syracuse-New York con opere come “Opeka” di Cam Cowan e “Slawa’s Journey” di Haisman e Howard. La cornice è prestigiosa, il Festival internazionale del Cinema con concorrenti in arrivo da tutto il mondo. Lui è l’unico italiano in corsa. “La passione fa scuola”, viaggio nella preadolescenza fra ambiente, musica e la fatica di diventare grandi, ha le carte in regola per sbaragliare la concorrenza. La trama accomuna tutti, ma qui si racconta la generazione che mentre si affaccia alla vita si è scontrata con la pandemia. Un appuntamento che lascerà il segno. Per tre anni, l’ex direttore della fotografia di programmi televisivi di successo, nei suoi trascorsi c’è anche Geo, ha seguito come un’ombra i ragazzi delle medie Rita Levi Montalcini di Cernusco, in aula, in gita, in palestra, filmando tutto. Sono loro i protagonisti dello spaccato che restituisce sogni, speranze, impegno su fronti che hanno attratto anche i genitori. A reggere la scena è il figlio Ivan, oggi liceale e allievo del Conservatorio, ma quando nel 2017 è cominciato il percorso, anche lui era in piena trasformazione. "Sono partito da un input della scuola, la pellicola racconta tutto quello che c’è nell’educare e nell’imparare – dice Cacciola -. Ho seguito tre classi, prima, seconda e terza, dal debutto fra i banchi agli esami. La metamorfosi è evidente soprattutto fra le ragazze". Per il regista "il concorso americano è stato l’ultimo tentativo". Anche lui come tanti altri ha cercato fortuna all’estero e l’ha trovata: "Nessuno è profeta in patria, invece negli Stati Uniti ha già raccolto quattro premi. Il film non ha ambizioni di denuncia o di inchiesta: in Italia era tagliato fuori". Ora, aspetta ...

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