Milano, 19 maggio 2020 - Le griffe dell’alta moda, anche se non tutte, hanno riaperto. Le librerie e i bar pure. I ristoranti, invece, hanno deciso di tenere le saracinesche abbassate, almeno per ora. Come da previsioni della vigilia, la Galleria Vittorio Emanuele ha riaperto, ma solo a metà. E ieri, primo giorno della vera Fase 2 dell’emergenza coronavirus, i milanesi che sono passati nel “Salotto’’...

Milano, 19 maggio 2020 - Le griffe dell’alta moda, anche se non tutte, hanno riaperto. Le librerie e i bar pure. I ristoranti, invece, hanno deciso di tenere le saracinesche abbassate, almeno per ora. Come da previsioni della vigilia, la Galleria Vittorio Emanuele ha riaperto, ma solo a metà. E ieri, primo giorno della vera Fase 2 dell’emergenza coronavirus, i milanesi che sono passati nel “Salotto’’ sono stati ancora pochini.

Quali solo le maison che hanno deciso di riprendere l’attività? Chanel, Armani, Versace, Prada, Louis Vuitton, Saint Laurent, Luisa Spagnoli. E poi Swarowsky, Dutti, Tod’s, Andrews Ties, Mejana, Church, Noli, Brics. Hanno risposto all’appello anche i bar, dal Camparino a Marchesi fino alla caffetteria di Cracco, che però ha deciso di non aprire ancora il ristorante. Saracinesche alzate anche per le librerie in Galleria: Feltrinelli, Rizzoli e Bocca. Tant’è. I negozi dei marchi di abbigliamento ieri ancora chiusi, invece, sono Stefanel, Moncler e Borsalino. Hanno deciso di non riaprire anche gli altri ristoranti presenti nel Salotto, oltre al già citato Cracco: Savini, Biffi, Galleria, Salotto, Locanda del Gatto Rosso. Chiuso pure Motta.

A spiegare il motivo della “serrata’’ dei ristoratori ci pensa Pier Antonio Galli, consigliere dell’associazione Salotto di Milano e gestore del ristorante Galleria: "L’affluenza di clienti in Galleria non ci può ancora essere per una serie di motivi. Il principale è che a Milano non possono arrivare i turisti, almeno fino a giugno. E i turisti costituiscono il 75-80% della nostra clientela. In più, nel centro storico, molti impiegati negli uffici lavoreranno in smart working fino a settembre". Galli, subito dopo, aggiunge: "Se aprissimo adesso, nel giro di un paio di mesi rischieremmo di fallire. Aspettiamo anche che riaprano gli hotel del centro. È una posizione che abbiamo condiviso noi ristoratori: oltre al mio locale, parlo di Savini, Biffi, Salotto e Locanda del Gatto Rosso. Come nell’atletica, non possiamo permetterci una falsa partenza".