"Secondo te è giusto che un bambino nato in Italia abbia la cittadinanza italiana anche se i suoi genitori non sono di origine italiana e non hanno la cittadinanza italiana?" La risposta è “sì” per l’80% degli adolescenti coinvolti nell’indagine nazionale di Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca Iard (2.100 gli studenti delle scuole medie superiori...

"Secondo te è giusto che un bambino nato in Italia abbia la cittadinanza italiana anche se i suoi genitori non sono di origine italiana e non hanno la cittadinanza italiana?" La risposta è “sì” per l’80% degli adolescenti coinvolti nell’indagine nazionale di Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca Iard (2.100 gli studenti delle scuole medie superiori interpellati). Percentuale che sale all’85,5% a Milano (800 gli studenti delle superiori che hanno partecipato all’indagine) e oltrepassa il 90% fra le studentesse milanesi. Tra le note dolenti emerse, gli episodi di razzismo frequenti anche tra adolescenti: a Milano il 37,5% del campione ha ammesso di avere assistito a simili episodi "qualche volta", il 10,7% "spesso"; "raramente" il 36,1%; non è mai capitato al 15,6%.

Sotto la lente anche l’atteggiamento degli adolescenti. Preferiscono rapporti di amicizia con persone che hanno le stesse origini? Il 7,8% dei milanesi risponde sì "perché l’amicizia è più facile", il 5,7% preferisce relazionarsi con coetanei che hanno origini culturali diverse, perché "l’amicizia è più interessante". Per l’86,1 "è indifferente". "Una “indifferenza” – sottolinea Maurizio Tucci, presidente di Laboratorio Adolescenza – che, una volta tanto, non denota disinteresse, ma certifica il non considerare le “differenze” condizionanti, né in una direzione né nell’altra. Significa, non dar peso, nell’instaurare un rapporto di amicizia, ad origini culturali; significa, finalmente, integrazione non solo descritta o auspicata, ma compiuta". " Gli studenti hanno più consapevolezza di vivere in una società multiculturale e la condivisione quotidiana delle esperienze scolastiche favorisce il confronto tra coetanei", sottolinea Teresa Caputo, insegnante di Milano e membro del consiglio direttivo di Laboratorio Adolescenza.Si.Ba.