Roberto Samaden
Roberto Samaden

Milano, 1 dicembre 2018 - Non poteva rimanere insensibile una società prestigiosa come l’Inter di fronte ad un tema così delicato, come quello degli abusi sessuali nei confronti dei minori nelle varie discipline sportive. Il club di corso Vittorio Emanuele, che al dibattito dei giorni scorsi era rappresentato da Roberto Samaden, responsabile del vivaio nerazzurro, ha infatti avviato un progetto (in collaborazione con il Centro Italiano per la Promozione della Mediazione) per contrastare l’odioso fenomeno, a protezione dei più piccoli.

Alla base di tutto ci deve essere la «formazione», non solo calcistica ma finalizzata all’educazione degli adulti a stretto contatto con i bambini. «Vogliamo offrire il nostro lavoro sul campo all’attenzione delle altre Federazioni», ha sottolineato Samaden. Un’attenzione costante, scrupolosa e impegnativa quella che l’Inter dedica al settore giovanile, formato da oltre 300 ragazzi e 150 ragazze. «Non siamo quelli del fare per apparire, ma quelli del fare», ha spiegato il dirigente. Che ha poi snocciolato preoccupanti numeri che arrivano soprattutto dalla patria del football: secondo un’indagine condotta nel Regno Unito, infatti, in 248 squadre analizzate (dalla Premier League ai dilettanti) si contano 1.016 denunce all’autorità giudiziaria e 562 vittime di atti di pedofilia su giovanissimi di età compresa tra i quattro ed i vent’anni (97% maschi). Senza considerare il fenomeno del numero oscuro, per cui su 100 reati soltanto 35 sono denunciati. Proprio quello del Regno Unito è l’esempio che l’Inter vuole seguire, visto che Oltremanica si tratta di progetti obbligatori, mentre quello nerazzurro è il primo in Italia.