Quotidiano Nazionale logo
22 feb 2022

La tragedia di Pioltello: "Pensavamo di morire ora non dormiamo più"

I racconti choc dei passeggeri a bordo del Cremona-Milano deragliato 4 anni fa con tre morti a causa di un binario spezzato

mario consani
Cronaca
Processo sulla strage dei pendolari a Pioltello la mattina del 25 gennaio 2018
Incidente a Pioltello

Trovate questo articolo all'interno della newsletter "Buongiorno Milano". Ogni giorno alle ore 7, dal lunedì al venerdì, gli iscritti alla community del «Giorno» riceveranno una newsletter dedicata alla città di Milano. Per la prima volta i lettori potranno scegliere un prodotto completo, che offre un’informazione dettagliata, arricchita da tanti contenuti personalizzati: oltre alle notizie locali, una guida sempre aggiornata per vivere in maniera nuova la propria città, consigli di lettura e molto altro. www.ilgiorno.it/buongiornomilano

Milano - Sopravvissuti, ecco cosa sono. "Ho sentito qualcosa che sembrava una mitragliata di sassi, mi sono accucciato a uovo e ho pensato di morire". "Ho visto il treno accartocciarsi, ho chiuso gli occhi e quando li ho riaperti ho visto il cielo, ero stata sbalzata fuori". "Quando ho percepito che il treno stava viaggiano a una velocità eccessiva rispetto a quello che stava accadendo, ho pensato che il macchinista fosse morto".
Sono testimonianze choc quelle rese in aula ieri dai passeggeri e dal capotreno del convoglio Cremona-Milano deragliato quattro anni fa a Pioltello per colpa di un binario rotto e dopo una corsa impazzita finito contro un palo della luce con tre passeggere morte. Pendolari abituati a salire tutti i giorni su quelle carrozze e che ora non ci riescono più o lo fanno solo con grande fatica. Gente che dopo quella tragedia è stata per mesi in cura da uno psicologo e in qualche caso non ha ancora smesso.

Sul banco degli imputati per disastro ferroviario e omicidio plurimo colposo ci sono l’ex ad di Rete ferroviaria italiana (Rfi) e nove tra manager e tecnici dell’azienda pubblica che si occupa della manutenzione dei binari su gran parte del territorio italiano e che in quel caso - secondo i pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti - avrebbe clamorosamente fallito. Salito a Treviglio sulla carrozza 3, quella poi semidistrutta, Franco, rimasto contuso e per mesi con problemi di insonnia, ha detto di aver sentito un rumore di "mitraglia". "Ho urlato “stiamo deragliando“". Poi il tentativo di chiamare la moglie ("ero convinto che non ne uscivamo) e sono cominciate a cadere le plafoniere, gridavano tutti". Infine i soccorsi e una voce che chiamava "mamma, mamma".

Sabrina, anche lei salita sulla carrozza 3 ha detto di aver pensato che convoglio avesse "urtato un ostacolo" sui binari. L’amica "accucciata a terra e aggrappata a un palo di acciaio. "Sono stata catapultata fuori, temevo che il treno mi avrebbe schiacciato. Mi sono detta “è finita“". Dopo aver temuto che il suo collega macchinista fosse morto, "con il telefono di servizio gli ho gridato “frena frena“, ma per il rumore non ho capito quel che mi ha detto", ha ricordato di quei momenti drammatici Luca S., il capotreno che era nella carrozza 4. La morte, tutti loro, l’hanno davvero vista in faccia.
 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?