L’auto ritrovata lunedì in una strada di campagna
L’auto ritrovata lunedì in una strada di campagna

Milano, 16 gennaio 2020 - «Non meritava questa fine . Era una persona splendida, si dava da fare per gli altri e sosteneva la moglie che ormai aveva bisogno di lui per qualsiasi cosa: era malata, aveva perso lucidità". Non si danno pace i vicini di casa di Piergiorgio Steffenini: hanno sperato per due giorni che fosse ancora vivo, ma ieri il cadavere dell’ottantaduenne, che si era smarrito nei pressi della cascina Roncaglia di Cisliano nella notte tra domenica e lunedì, è stato rinvenuto dai cani molecolari in un canale senz’acqua a Bareggio. Sulle cause del decesso farà chiarezza l’autopsia, ma l’ipotesi al momento più probabile, già emersa nelle prime ore, è che l’anziano, incamminatosi nei boschi senza una meta precisa dopo l’incidente a notte fonda in una strada di campagna a Cusago, sia inciampato cadendo in un fosso.

Nei prossimi giorni , i carabinieri della Compagnia di Corsico ascolteranno anche la moglie dell’uomo, ritrovata alle 8 di lunedì a pochi metri di distanza dalla Polo Volkswagen in bilico sul ciglio della strada, priva di sensi a causa dell’ipotermia e subito ricoverata all’ospedale Niguarda. Stando a quanto ricostruito finora, dopo lo schianto, l’uomo è sceso dalla macchina e ha raggiunto a piedi la cascina Roncaglia, distante meno di un chilometro. L’abbaiare dei cani ha svegliato gli abitanti, che dalla finestra, dopo aver capito cos’era successo, si sono offerti di aiutare l’uomo mettendo a disposizione il trattore per tirargli fuori il veicolo. Lui ha però rifiutato, rispondendo che doveva tornare dalla moglie e che voleva cercare aiuto in paese. Era visibilmente agitato: forse per il contrattempo appena avuto, forse per altro. "Lunedì sera – fanno sapere i residenti della palazzina signorile di viale San Gimignano dove Steffenini abitava – i vigili del fuoco sono entrati in casa della coppia dal balcone, per verificare che non fosse rientrato in stato confusionale".

Ma l‘appartamento era vuoto. Dal cortile si nota lo squarcio sulla tapparella. "Lui e la moglie – raccontano – erano venuti ad abitare qui alla fine del 1972. A poca distanza viveva la mamma del signor Steffenini, che non c‘è più da parecchio tempo. Non hanno avuto figli. Lui ex dirigente d‘azienda, lei casalinga. Attivi e generosi con il prossimo, per molti anni si sono dati da fare nella vicina parrocchia dei Santi Patroni d‘Italia Francesco d‘Assisi e Caterina da Siena in via Arzaga 23, rispettivamente come economo e catechista". Il parroco, padre Alessio Maglione, ha già descritto il signor Steffenini su queste pagine come "una persona precisa e puntigliosa, è stato il nostro economo fino al 2016". Marito e moglie , domenica, hanno partecipato alla messa delle nove: "Ricordo che lui è venuto a fare la comunione, la moglie lo seguiva con il libro dei canti in mano". Ieri mattina, una vicina ha ricordato di averli visti quel giorno al supermercato attorno a mezzogiorno. Ha ancora in mente il giubbotto arancione dell‘uomo e il cappellino che portava sempre: "Quei due erano sempre insieme. Si sono sempre aiutati l‘un l‘altra. Ma, ultimamente, la forza del marito doveva bastare per entrambi".