Leonardo Caruso, presidente dell’Anaci di Milano
Leonardo Caruso, presidente dell’Anaci di Milano

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Milano - "Sarà un percorso lungo e complesso: per ottenere un eventuale risarcimento dall’assicurazione, in un caso come questo, potrebbe servire un tempo minimo di due anni". Leonardo Caruso, presidente milanese dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari (Anaci), delinea scenari futuri non positivi per le famiglie del palazzo di via Antonini devastato dall’incendio. Rischiano di rimanere per anni, spiega il presidente dell’associazione alla quale è iscritto anche l’amministratore di condominio dello stabile, in attesa dell’assegno. 

Come mai sono necessari tempi così lunghi?
"Bisogna in primo luogo quantificare esattamente i danni, poi attendere gli accertamenti della magistratura sulle cause dell’incendio e sulle eventuali responsabilità dei costruttori. In questi casi i tempi purtroppo sono sempre lunghi, con esami e pratiche complesse. Prevedo un tempo minimo di due anni, prima dell’erogazione del denaro alle famiglie". 

Intanto chi ha contratto un mutuo dovrà continuare a versare le rate, oltre a dover sostenere le spese di una nuova casa.
"Un mio suggerimento è quello di verificare con le banche la possibilità di sospendere temporaneamente i pagamenti, visto che gli appartamenti sono andati distrutti. Poi nella maggior parte dei casi i mutui sono coperti anche da un’assicurazione contro gli incendi". 

Il Comune, in casi come questi, che cosa può fare?
"Può mettere a disposizione soluzioni abitative per far fronte all’emergenza, anche se diverse famiglie hanno già trovato ospitalità in casa di parenti e amici. Da quello che ho saputo la maggior parte dei condomini è italiana, con una rete familiare alle spalle. Diverso invece è il caso di palazzi abitati principalmente da stranieri che, in caso di inagibilità, non hanno un posto dove andare se restano senza casa dall’oggi al domani. In ogni caso il Comune deve attivarsi per trovare una soluzione". 

In questa partita che ruolo gioca l’amministratore di condominio?
"Un ruolo fondamentale, perché diventa un punto di riferimento e deve fare da raccordo fra i residenti, il Comune, le forze dell’ordine. Immagino che per il nostro collega saranno giorni intensi, in un momento delicato anche dal punto di vista psicologico per le persone. Noi siamo in campo con le nostre strutture per offrire tutta l’assistenza tecnica necessaria". 

Che idea si è fatto delle cause di questo incendio?
"Non ho elementi ma, secondo me, c’è stato qualche problema legato ai materiali. È la prima volta che vedo un incendio propagarsi con tale incredibile velocità. La struttura sembrerebbe però non aver subito danni irreparabili, e forse sarà possibile recuperarla. Altrimenti dovrà essere demolita e ricostruita. La cosa più importante è che non ci siano state vittime, perché un rogo del genere avrebbe potuto provocare decine di morti. Adesso è il momento di rimboccarsi le maniche e ricominciare".