Incendio al Palazzo di Giustizia di Milano
Incendio al Palazzo di Giustizia di Milano

Milano, 28 marzo 2020 - Un incendio è divampato nella notte al Palazzo di Giustizia di Milano. L'area più danneggiata dalle fiamme è la cancelleria centrale dell'ufficio Gip, che si trova al settimo piano. Coinvolto anche il settore del Tribunale di sorveglianza. L'allarme è scattato grazie alla presenza delle telecamere interne, che hanno ripreso le fiamme.

Sul posto sono arrivati poco prima delle 5.30 una decina di mezzi di vigili del fuoco che hanno domato il rogo e due ambulanze del 118, anche se non risultano persone coinvolte. Per i pompieri il lavoro non è però finito perché devono 'salvare' anche i fascicoli al sesto piano, allagato per l'abbondante utilizzo di acqua servita a mettere in sicurezza il settimo. Oltre al danno certo all'impianto elettrico e agli arredi, le prossime ore saranno importanti per capire se e cosa è andato perduto dell'attività giudiziaria.

Milano, incendio al Palazzo di Giustizia

Sulle cause non ci sono ancora certezze, anche se il fatto che il Tribunale fosse chiuso lascia ipotizzare un'origine accidentale dell'incendio: secondo le prime ipotesi potrebbe essere stato un cortocircuito a innescare il rogo di alcuni fascicoli. Tre piani - quinto, sesto e settimo - sono stati dichiarati inagibili, ma verifiche sono in corso anche sulla stabilità dell'intera struttura. Il sesto e il settimo piano resteranno chiusi anche nei prossimi giorni.

In via Freguglia sono stati inviati anche i carabinieri del Nucleo Radiomobile. Sul posto il procuratore capo Francesco Greco e gli aggiunti Eugenio Fusco e Alberto Nobili. Al termine del sopralluogo, Nobili ha commentato: "E' stato un incendio violentissimo con danni terribili". Per il presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano Vinicio Nardo il rogo "ha distrutto il cuore pulsante dell'attività giudiziaria penale, per fortuna il digitale ci assiste". "Le cause non le sappiamo - ha detto - certo che effettivamente è un disastro. Gli atti sono tutti digitalizzati, ma non ci sono più le copie originali". Più ottimista il gip Guido Salvini: "A mio avviso è tutto recuperabile, quelli bruciati sono fascicoli in transito, attività recente. In particolare sentenze, decreti di condanna e anche di intercettazioni, atti in uscita dalla procura. Tutte carte che dovrebbero essere state digitalizzate". "Per fortuna il digitale ci assiste - ha aggiunto Nardo - ma resta comunque un disastro e le copie originali sono andate perse".