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29 mar 2022

Il primo campus di un conservatorio italiano

Un progetto didattico, culturale e di rigenerazione urbana nel cuore di Rogoredo. Al centro, una sede aperta e sostenibile

Il dettaglio del progetto del nuovo campus a Rogoredo
Il dettaglio del progetto del nuovo campus a Rogoredo
Il dettaglio del progetto del nuovo campus a Rogoredo

Finalmente una nuova musica si sente nell’aria di Rogoredo, quartiere in forte espansione a sud est di Milano: il progetto del Primo Campus di un Conservatorio italiano (frutto dell’alleanza tra il Conservatorio Giuseppe Verdi e il Politecnico di Milano, per creare percorsi di formazione congiunta e ottenere figure professionali trasversali) si sta concretizzando! Non più solo supermercati e centri commerciali che invadono esageratamente il nostro territorio, ma un investimento nella cultura ad alto livello che vedrà protagoniste le nuove generazioni.

Calcolando i tempi per la progettazione, l’ avvio dei lavori e poi quelli del cantiere, l’obiettivo è di aprire per l’anno accademico 202425. E noi giovani del quartiere - di tutta Milano e di tutta la Nazione, nonché dall’estero - avremo solo benefici: il valore della musica, e di tutte le attività ad essa connesse, potrà essere un bene condiviso e sempre più esaltante dello spirito umano, alternativa al vuoto e alla violenza purtroppo oggi presente nella società, augurandoci la formazione di persone con una mente e con un cuore sereni e con una sensibilità che aiuti a vedere la realtà in modo più costruttivo. Magari riusciremo a colmare il gap che vede scarsa cultura musicale nei giovani italiani, superati di gran lunga dai coetanei di altri Paesi, europei e non.

Il campus sarà costruito intorno alla Palazzina “ex chimici” di Rogoredo che da anni si trova in condizioni di degrado e disuso. L’attuale stabile, semicircolare e a due piani, ospitava i laboratori di chimica delle ex acciaierie Redaelli dal lontano 1895 ed era stato progettato da Enrico Griffini, considerato tra i pionieri del razionalismo italiano. Per preservare il valore testimoniale di quest’opera, il nuovo progetto prevede che l’ex Palazzina conservi la sua storica forma anche se sarà completamente riqualificata e immersa nel verde. L’architettura inoltre sarà sostenibile, infatti per le costruzioni verrà utilizzato il legno degli alberi falciati dal vento in Val di Fiemme.

Nel campus si terranno anche le lezioni del Dipartimento di Nuove tecnologie del Conservatorio: scuola di musica elettronica, scuola di jazz e corsi di popular music. Il progetto avrà uno spirito aperto, di integrazione con il territorio e non mancherà nulla: moltissimo verde, un grande auditorium da 350 persone per i concerti, decine di aule e laboratori all’avanguardia, sale prova, una residenza per gli studenti con oltre 200 stanze insonorizzate, bar e ristorante. Tra i progetti in cantiere c’è anche la realizzazione di un ITS tecnico superiore per insegnare mestieri legati agli strumenti musicali che rischiano di perdersi, ad esempio liuteria, restauro e cordatura del pianoforte. La volontà è infatti quella di creare, oltre alla cultura e all’educazione, lavoro per i giovani, senza dimenticare la migliore tradizione italiana in campo professionale.

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