Il ponte supera il collaudo. Cantiere sull’Adda terminato

Vaprio, 8 mesi di lavori e 1,2 milioni per sostituire le funi usurate dal passaggio continuo di 30mila mezzi che ogni giorno fanno la spola tra la sponda milanese e quella bergamasca.

Il ponte supera il collaudo. Cantiere sull’Adda terminato

Il ponte supera il collaudo. Cantiere sull’Adda terminato

Il ponte supera il collaudo, adesso il cantiere per rimettere in sicurezza il viadotto sull’Adda è davvero finito. Otto mesi di lavori, 1,2 milioni spesi per sostituire le funi usurate dal passaggio continuo, 30 mila mezzi al giorno che fanno la spola dalla sponda milanese a quella bergamasca dell’Adda e viceversa. Sotto esame di Città Metropolitana e Provincia orobica che hanno pagato l’intervento il cavalcavia inaugurato nel 1957. E la prova è andata bene. Ora, che i tiranti usurati sono stati sostituiti - una manutenzione programmata cominciata con due anni di ritardo per problemi legati ai costi delle materie prime e dell’appalto - l’attenzione nel borgo si concentra sulla nuova Tangenziale Nord. L’altro tassello del sistema viabilistico accarezzato da almeno quattro amministrazioni e che adesso, finalmente, prende forma sul serio. L’investimento per tagliare il traffico parassita sarà di 2,6 milioni, occhi puntati, dunque, sui lavori in arrivo per la nuova bretella.

La Regione ha accantonato per l’opera, che considera essenziale "per migliorare il collegamento strategico Milano-Bergamo", 1,72 milioni, ma i costi anche in questo caso a causa del rincaro dei materiali sono lievitati, e quello che manca, 900mila euro, per arrivare al necessario, lo metterà il Comune. Il by-pass è il secondo pezzo del puzzle, dopo la correzione della strozzatura medievale sul ponte inaugurata tre anni fa, prima dell’’intervento c’era un serpentone di macchine in fila ogni giorno al semaforo per cinque minuti da una parte e dall’altra del fiume. Un imbuto soprattutto nelle ore di punta con automobilisti a sgranare il rosario in attesa di imboccare il cavalcavia. Il nuovo tratto in programma "salterà la provinciale".

La prima volta che è comparso sulle cartine dell’amministrazione era il 2003. Il vecchio progetto era nato per fare fronte all’espansione edilizia e al viavai fra le due rive che in città ha uno dei pochi passaggi a disposizione. Lo sblocco delle risorse, poco più di un anno fa, era stato uno snodo fondamentale e dalle parole si era passati finalmente ai fatti. Poi, mancherà l’ultimo capitolo a Ovest, per traslocare i camion da via Trezzo all’esterno del centro abitato. La grande opera è stata licenziata nel bilancio a fine dicembre, pezzo di pregio di un piano di investimenti da 12 milioni.

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