Il campus dell’istituto Vespucci: apre il ristorante didattico, più corsi anti dispersione

A lezione con chef (ed ex studenti) e si fa pratica anche con la cucina vegana. Un progetto da 9 milioni per la nuova ala, che conterrà aula magna e archivio

Il campus del Vespucci. Apre il ristorante didattico
Il campus del Vespucci. Apre il ristorante didattico

L’istituto Vespucci - il primissimo alberghiero nato a Milano nel 1960 - apre il suo ristorante didattico. Un ristorante vero, dedicato al personale e ai docenti, che possono prenotare per pranzo. In sala – coordinati dai docenti di sala Gagliardi e Cianni – nelle cucine e nel laboratorio di pasticceria guidati dal maestro Vincenzo Cipolla e dal prof Roberto Di Mauro ci sono gli studenti, che imparano sul campo, oltre a curare servizi di catering esterni per associazioni e istituzioni che firmano convenzioni con la scuola. Saranno coinvolti anche gli studenti dell’indirizzo “accoglienza turistica“. Imparano la tecnica e - insieme ai prof - anche a gestire la dispensa, il frigorifero e i menu, evitando gli sprechi.

"Esperienze che valgono come progetti di Pcto (ex alternanza scuola-lavoro, ndr) ma non solo – sottolinea il preside, Luigi Costanzo –: sono fondamentali per l’orientamento degli studenti e per fare loro acquisire competenze che serviranno sul mercato del lavoro". Che bussa forte alle porte del Vespucci.

Intanto cresce il suo campus, con un investimento complessivo di oltre 9 milioni di euro: "In tempi record si sono chiusi i lavori sul tetto (800 mila euro), realizzati da Città Metropolitana con fondi Pnrr, e anche quelli per la creazione dei nuovi laboratori - sottolinea Costanzo, mostrando le attrezzature –. Abbiamo rifatto le cucine in chiave di sostenibilità, con nuove cappe e piani cottura anche a induzione". Per materiali e strumenti sono stati investiti circa 250mila euro con fondi Pon. "A breve partiranno i lavori anche per la realizzazione della nuova palazzina che sarà finita nella primavera del 2026 – continua il preside –: ci saranno 18 aule in più, laboratori di informatica, un’aula magna da 250 posti, la palestra e un grande archivio sotterraneo". Un capitolo ad hoc – nell’orbita del Pnrr – è invece dedicato ai corsi contro la dispersione scolastica: 274mila sono stati investiti per attività extracurricolari oltre che per counseling e attività di mentoring, attraverso le quali sono stati già aiutati duecento alunni.

"Abbiamo attivato trenta percorsi per potenziare competenze di base – prosegue Costanzo – e 23 percorsi laboratoriali, tra giornalismo, cucina vegana, accoglienza, informatica e musica, accoglienza, baskin e teatro. Questo per permettere a tutti gli studenti di accedere a esperienze e per frenare anche il fenomeno dell’abbandono scolastico, cercando di tenerli agganciati anche una volta assolto l’obbligo scolastico". Al terzo anno una media di 30/40 ragazzi lascia, senza arrivare alla maturità. Si vuole incentivarli a completare il percorso e ad andare oltre.

Una decina di attività formative sono dedicate ai genitori. Intanto proseguono gli eventi con chef ed ex alunni (tra le eccellenze diplomate al Vespucci c’è pure Claudio Sadler): hanno già tenuto lezioni Andrea Alfieri, chef del ristorante “Da noi“ all’interno del Magna Pars e presidente di Chic Charming italian chef, Martin Vitaloni, maestro della cucina endorfinica e Il pasticcere Davide Malizia; torneranno Gianfranco Semenzato che terrà una lezione dedicata alle ostriche, gli ex studenti Federico Trobbiani, Francesco Saggese, Egido Latorraca, Omar Allevi e Federico Beretta. L’8 marzo seminario su “cibo e servizi segreti“ con il professore universitario Mario Caligiuri.

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