Il Bosco della Musica. Campus del Conservatorio pronto entro il 2026: "Usciamo dai confini"

Il presidente del Conservatorio: "Abbiamo scelto Rogoredo per ampliarci". Presentati i rendering in Municipio 4. Inizio dei lavori per la fine dell’anno.

Il Bosco della Musica. Campus del Conservatorio pronto entro il 2026: "Usciamo dai confini"

Il Bosco della Musica. Campus del Conservatorio pronto entro il 2026: "Usciamo dai confini"

di Marianna Vazzana

Il progetto definitivo sarà pronto entro l’inizio di marzo. Poi, a luglio, via alla gara per assegnare i lavori che secondo i piani partiranno per la fine dell’anno. Obiettivo finale: aprire il Bosco della musica, il nuovo campus del Conservatorio Giuseppe Verdi a Rogoredo nell’anno accademico 2026-2027. Ecco il piano svelato dal presidente del Conservatorio Raffaello Vignali, sul progetto che porterà nuova luce al quartiere. Tre giorni fa, i rendering (dello studio d’architettura Settanta7) sono stati presentati alla commissione Territorio del Municipio 4. E la palazzina Ex Chimici avrà una nuova vita, in una zona che da anni è nota per i problemi legati allo spaccio di droga e ai pellegrinaggi di tossicodipendenti.

"Nella primavera 2019 – spiega Vignali – si è posto il problema di trovare nuovi luoghi, per l’avvio di nuovi corsi di popular music (pop/rock), con relativi problemi di spazi e di “convivenza acustica” con i corsi di musica classica; per la crescente domanda di iscrizioni (poco più di 600 nel 2018, oltre 800 nel 2019, ora oltre 1.400); infine, per la volontà di consentire agli allievi di poter rimanere a studiare in Conservatorio, al di là delle lezioni". E considerando i problemi di Rogoredo, che riempivano le pagine di cronaca, la scelta è stata immediata: "Andiamo a Rogoredo a fare il Bosco della Musica", da contrapporre a quello che allora era il Bosco della droga, poi smantellato (con spostamento della “processione“ nelle aree limitrofe, verso i binari dell’Alta velocità e i terreni in direzione San Donato). Il progetto si pone in continuità con la Palazzina Ex-chimici recuperata, richiamando l’impiego di linee curve nel disegno degli edifici, degli spazi esterni e declinando la tipologia ad anfiteatro dell’edificio esistente per la caratterizzazione del nuovo Auditorium e delle piazze principali del Campus. "È un progetto – commenta su Facebook l’assessore Maran – che dimostra la vocazione policentrica di Milano. Il Politecnico in Bovisa, l’apertura del nuovo polo della Statale a Mind, la Fabbrica della Scala all’ex Innocenti a Rubattino e il Conservatorio a Rogoredo allargano Milano, una città dove non si smette di progettare il futuro partendo da cultura e formazione".

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